Ringrazio Casino Roulette tantissimissimo il mio super cugi Davide per la pazienza infinita

Sono stata piacevolmente sorpresa da questo nuovo outing, sarà che questo spesso e volentieri è un argomento di cui non si parla con semplicità e leggerezza e soprattutto non se ne fa menzione in un foodblog.

Peccato perchè i disturbi alimentari di qualsivoglia tipo origine e qualità sono molto più diffusi di quanto non si creda e io in primis non ne sono stata esclusa; già tre anni fa complice una campagna pubblicitaria che in quel periodo traboccava su tutti i cartelloni sparsi per migliore sito di casinò in Italia Milano avevo scritto questo e ancor prima questo post dedicato per l’appunto al fatto che troppe ragazze,( parlavo di ragazze proprio perchè anche io faccio parte ancora oggi di questa “categoria”) si lasciano accalappiare dalla turbolenza nei confronti del cibo per il quale si crea un rapporto di odio/dipendenza e avevo accennato a quello che mi aveva colpita in prima persona, oggi ho deciso di raccontare ancora una piccola parte di me visto che il post di bussola me ne ha dato l’occasione svincolandomi dal dovere di foodblogger che al momento equivale a quello professionale.

Slot? Sono sempre stata una bambina che a tavola non si tirava indietro, sono cresciuta per buona parte della mia infanzia con i miei nonni e il nonno era il vero cuoco di casa, lui che per sopravvivenza dalla cucina avvelenatrice della nonna si è rimboccato le maniche e dal nulla ha imparato a preparare dalla pasta fresca per le lasagne agli arrosti succulenti accompagnati da contorni deliziosi; i dolci erano l’unica cosa che non entrava nei suoi interessi e quindi non ha mai approfondito la pratica. Però è sempre stato davvero bravissimo e da lui ho imparato le mie prime basi, ovvero tirare la sfoglia, fare gli gnocchi e il ragù tutte ricette poi elaborate con la mia altra musa in cucina ovvero la mamma, donna dai mille impegni e mille pensieri che mi ha istruita alla sapiente arte della cucina. A loro, entrambi, devo la mia passione e amore per questa passione che poi ho trasformato, e sto ancor oggi studiando, in professione.

Sono sempre stata di conseguenza una bambina cicciottella ma fintanto che ero bambina la cosa non mi preoccupava, anzi a dire la verità nemmeno ci pensavo; una volta alle medie la cosa ha inizato a darmi pensiero ma anche in quegli anni non me ne sono occupata più di quel tanto. Arrivata alla superiori anni decisivi anche per la scelta della scuola sono iniziati periodi di stress, non che i miei fossero diversi da quelli di tutti gli altri adolescenti, le interrogazioni e i compiti sono ancora oggi all’ordine del giorno, Giochi Blackjack Gratis ¯\_(ツ)_/¯  ma evidentemente io li pativo in modo più sensibile per cui spesso e volentieri la coccola di un biscotto con la nutella era quella che mi avvolgeva durante le sessioni pesanti di studio o presunto tale.

Mi è sempre piaciuto cucinare e già alle superiori ero quella che per i vari compleanni passava le giornate precedenti a sfornare torte e dolcetti per tutti, per divertimento e per piacere.

In tutti questi anni di crescita sono sempre stata anche seguita da un paio di allergologi perchè nonostante fossi una buona forchetta c’erano anche tanti alimenti che non potevo mangiare ma per incostanza mia i miei periodi di rotazione da quegli stessi alimenti che mi intossicavano erano sempre brevi per cui non seguivo pedissequamente tutte le restrizioni che mi erano state dolcemente consigliate ma sgarravo e di sono importanti conseguenza anche il mio fisico a volte cedeva sotto la pressione di reazioni allergiche.

Ancora Slot Machine frutta regalata e di conseguenza ancora tanta marmellata

In occasione della settimana della moda o come fa figo dire oggigiorno: fashion week, è stato organizzato come evento collaterale il “Taste of Milano“.

In sè questa sarebbe dovuta essere l’occasione per riunire 12 tra i migliori chef e relativi ristoranti della città, il tutto correlato dalla presenza di alcuni produttori enogastronimici di indubbia fama e potere sul mercato; inoltre sono stati allestiti due padiglioni dedicati ad una fantomatica scuola di cucina e un teatro degli chef in cui si disquisiva di aria fritta intinta in un brodo leggero di acqua calda.

Gioca a 777 Slot Machine in Flash Ho letto le prime opinioni dalle amiche Giada e Manuela, oltre che Cecilia che hanno usato parole di fuoco per descrivere la loro esperienza e sono d’accordo su alcuni punti, primo di tutti la scelta quantomeno azzardata a mio avviso della “location” (sempre perchè in tema di fashion week, fa fico dire location invece che ambientazione), scelta nel mezzo del Parco Sempione, alle spalle dell’Arena di Milano. Luogo solitamente bellissimo, a parte la frequentazione del sabato pomeriggio, ma forse poco azzeccata in un mese come settembre che non promette mai di essere fedele al suo spirito ancora estivo e quindi battezza regolarmente con grandi temporaloni, e infatti così fu.

Io e le mie due colleghe-amiche Anna e Deborah siamo andate al venerdì mattina nel turno delle 11.30-15.30 e siamo state fortunate sia per il bel tempo che ci ha graziate, sia per il fatto che non ci fosse pressochè nessuno.

Prima nota negativa: il prezzo…esorbitante! 22 euro solo ed esclusivamente per l’ingresso; carnet di 10 buoni per le degustazioni a 10 euro euivalenti a 10 ducati ( ma chiamrli sempre euro? tanto non si tratta di ambientazione medievaleggiante o una qualche rievocazione storica, no vabbè si vede che gli addetti marketing avevano tirato su con il naso quando hanno partorito la puttanate dei ducati). Ogni piatto proposto come assaggio (sottolineo come assaggio) dai ristoratori variava da un minimo di 4 euro ad un massimo di 6 euro; il che comporta una scelta accurata di quanto si volesse assaggiare oppure fregarsene e sbattere via altri 10 euro per un altro carnet…ah importante ricordare che i ducati non erano rimborsabili, indi per cui una volta in mano conveniva spenderli.

Seconda nota negativa: come già detto la scelta dell’ambientazione e poi la mancanza di indicazioni. In ogni caso era un’area transennata con gli stand minuscoli che accoglievano a malapena un paio di persone al banco/cassa dei vari ristoranti; non oso immaginare la sera dell’inaugurazione la ressa che non ci sia stata.

Noi non abbiamo riscontrato gli stessi problemi di Giada,Manuela e Cecilia che ad un certo punto si sono trovate sprovviste degli assaggi perchè anche i ristoratori erano rimasti senza cibarie; fortunatamente andando in mattinata abbiamo potuto girare senza fretta da uno all’altro prima per vedere bene di che si trattasse e poi per scegliere esattamente dove fermarci.