Ajà (salsa all’aglio piemontese)

Prima di partire per Londra stavo pensando ad una nuova ricetta per la rubrica di Cucina Piemontese che ormai da un paio di mesi si è impossessata del martedì come giorno di pubblicazione.

Pensa che ti pensa e sfogliando un pò dei libri che mi ha passato mia mamma ho trovato una ricetta che mi pareva davvero interessante e cioè l’ajà ovvero la salsa all’aglio.

Con questo vi ho svelato l’ingrediente segreto: l’aglio. una spropositata quantità di aglio.

Insieme al Bagnetto verde (bagnet vert) e al bagnetto rosso (bagnet russ…a breve su s&b) è uno dei capisaldi tra le salse che accompagnano i bolliti, ma come il verde è resuscitamorti.

Diciamo che le probabilità di cuccare con questa salsa sono a mille per la bontà della salsa stessa ma piombano a zero al primo avvicinamento più intimo.Quindi consiglio…mangiatela con amici, in famiglia, con più gente possibile ma NON in una romantica serata a due.

Passiamo agli ingredienti:

250 g noci sgusciate

2 fette di pane ammollato in poco latte (senza crosta)

5 spicchi di aglio (anche 7 a piacere)

70 g burro fuso (ho usato il 1889 delle Fattorie Fiandino avendone ancora un pò)

poco brodo (se servisse)

La ricetta originale prevede di pestare nel mortaio le noci e l’aglio con un pugnetto di sale grosso fino a ridurre in poltiglia e procedere allo stesso modo con il pane ammollato; unire poi i due composti e il burro fuso a bagnomaria come legante e se dovesse servire rendere più morbida la salsa con del brodo, fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Le mie modifiche sono state sostanzialmente due:

-Riunire le noci e gli spicchi di aglio nel mixer e frullare fino a ottenere una pasta mescolando il composto di tanto in tanto in modo che poi sia tutto omogeneo; unire il pane ammollato e strizzato e il burro fuso e mixare ancora fino a ottenere un composto liscio; unire poco brodo alla volta per ottenere la consistenza della salsa.

Io non ho utilizzato il sale perchè a mio avviso era già abbastanza salata avendo usato il burro salato 1889 e avendo diluito con del brodo che di suo era già stato salato in cottura; voi assaggiate e regolate  a vostro gusto.

Più densa se la si usa con un pinzimonio o da spalmare sul pane (sulla biova…ma volete mettere che ululate di goduria!?) oppure più morbida se da usare con dei tajarin.

Respirate pure a pieni polmoni e vedrete che non arriveranno mai i vampiri. ;)

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