Chi mi segue su instagram o facebook avrà visto la foto di questa “No-bake cheesecake” con inserimento alle pesche che ho preparato la scorsa settimana.
L’idea di questa cheesecake mi era venuta in mente in occasione del Taste&Match di gennaio, ma poi avevo scelto di preparare i brownies che tanto sono piaciuti, così mi sono tenuta l’appunto della cheesecake nella lista dei “to-do” e me la sono giocata prima di quanto pensassi!
La scusa per farla così presto è stata il suo trentesimo compleanno, insomma 30 sono 30, puliti puliti, tondi tondi…beh fanno sentire grandi anche se poi prima di spegnere le candeline lo trovi in cima alla scala che appende con il filo trasparente le navicelle di guerre stellari versione lego alla trave del soffitto della sala!
Probabilmente serve a esorcizzare i 30, ancora non l’ho ben capito…se dovessi seguire questo filo logico, mi troverete tra cinque mesi a giocare con le barbie.
Ho voluto evolvere la classica cheesecake americana che non prevede la cottura, preparandola come fosse un semifreddo, ovvero usando come base la mia adorata e amatissima “pat’a bombe” e sostituendo una parte del formaggio spalmabile ( io NON uso mai il philadelphia perchè lo trovo troppo grasso al palato ed eccessivamente compatto)
La ricetta della cheesecake è questa, a seguire vi indico le modifiche che ho apportato, ovvero l’inserimento e la base di amaretti.
Ingredienti (stampo tondo a cerniera da 20cm)
Per la base
5-6 biscotti digestive
100g amaretti secchi
60g burro fuso
Per la farcia
3 tuorli
180g zucchero semolato
30g acqua
200g ricotta vaccina setacciata
100g formaggio spalmabile light
8g gelatina in fogli
Per l’inserimento alle pesche
4 pesche sciroppate ben asciugate
30g burro
15ml Amaretto di Saronno
3 cucchiai dello sciroppo delle pesche e 4g di gelatina in fogli
1. La sera prima preparate l’inserimento alle pesche che andrà congelato notte-tempo:
Prelevate le pesche dallo sciroppo di conservazione e tamponatele con carta assorbente; riducetele in dadolata molto fine e spadellatele con il burro per qualche minuto a fuoco vivace; flambate con il liquore e fate asciugare il fondo;
Disponete un anello di 2cm più piccolo dello stampo che userete per il cheesecake (se lo stampo del cake è da 20cm, l’anello sarà da 18cm) su una placca che possa andare in freezer e coprite i bordi e la base con pellicola da alimenti; tenete da parte fino al momento dell’utilizzo.
Mettete in ammollo la gelatina in fogli nello sciroppo di conservazione delle pesche, quando si sarà ammorbidita scaldate il tutto pochi secondi al microonde fino a che si sarà sciolta; unite questo composto alle pesche e amalgamate il tutto; trasferite ora nell’anello e mettete il vassoio, o placca su cui lo avete posto in freezer per almeno 4-5h.
Io ho preparato questo inserimento la sera prima in maniera tale che al momento dell’uso fosse ben congelato e non si romepesse.
2. Preparate la base del cheesecake riducendo in polvere sottile i biscotti e gli amaretti, trasferite in una ciotola e amalgamate con il burro fuso;
Disponete questo cmposto sulla base dello stampo a cerniera coperto di carta forno e distribuendola in modo uniforme su tutta la superficie, aiutandovi con il retro di un cucchiaio;
Mettete a riposare in frigo fino al momento di farcirla con il ripieno.
3. Preparate la pat’a bombe: portate a 121° lo sciroppo che ottenete con lo zucchero e l’acqua; nel frattempo mettete i tuorli nella planetaria e iniziate a montarli a media velocità; quando lo sciroppo è in temperaura versatelo, in due riprese, a filo sui tuorli aumentando la velocità del robot; lasciate montare il composto fino a che avrà raddoppiato di volume e si sarà ben intiepidito;
Setacciate la ricotta attraverso un colino a maglia fitta e tenetela da parte; fate ammollare la gelatina in fogli in 5 volte il suo peso di acqua fredda (8×5=40g acqua);
Quando avrete il composto montato, fate sciogliere per pochisismi istanti in microonde la gelatina in fogli (non è necessario strizzarla perché avrà assorbito solo i 40g di acqua che vi serviranno per farla sciogliere) e aggiungetela alla ricotta e formaggio spalmabile ben amalgamati; unite questo composto alla pat’à bombe con movimento delicato dal basso verso l’alto;
4. Estraete l’inserimento alle pesche dal freezer
5. Riprendete lo stampo dal frigo e rivestite anche i bordi con carta forno o pellicola; versate 1/3 del composto al formaggio nello stampo, livellate bene con la spatola e disponetevi al centro l’inserimento alle pesche; coprite ora con il restante composto al formaggio e trasferite in frigo a riposare per almeno 6-8h.
e disponetevi al centro l’inserimento alle pesche;
coprite ora con il restante composto al formaggio e trasferite in frigo a riposare per almeno 6-8h.
Perdonate la scarsa qualità delle foto-tutorial ma le ho scattate tutte con l’iphone in solitaria e in alcuni momenti temevo che mi finisse anche il telefono nel composto! 0_0
Mi rendo conto che la spiegazione è lunga, ma il tutto non è per nulla complicato! Vi ho scritto esattamente l’ordine logico e cronologico in cui preparare le varie componenti del dolce e il corretto montaggio, ma se aveste qualche dubbio contattatemi via mail!
Hugs,kisses&cookies
Quando non mi sento in forma io mi faccio il budino, per me è la coccola più coccola che esista, perchè anche se ho due linee di febbre ho la forza di stare ai fornelli i minuti richiesti a finire il budino e metà di solito lo mangio ancora caldo e bello morbido e il resto aspetto che compatti e raffreddi, si beh non sempre…a volte finisce direttamente dal pentolino alla mia pancia.
L’ultima volta in cui mi sentivo una schifezza ambulante, tutta raffreddata che nemmeno riconoscevo la mia voce quando provavo a parlare, per darmi ancora più tono mi sono fatta il solito budino ma in versione doppia: metà al cioccolato e metà al the matcha.
Ottimi presi singolarmente (ovviamente deve piacere il matcha), e una bomba se assaggiati insieme; apprezzate il fatto che ne abbia tenuti addirittura due bicchieri pieni ( e sottolineo il pieni!) da farvi vedere almeno in foto.
Ingredienti
per il budino al matcha
500ml latte di soya
2 cucchiaini di the matcha
120g zucchero semolato o 70g fruttosio
30g amido di mais
per il budino al cioccolato
500ml latte di soya
80g cioccolato fondente 80%
120g zucchero semolato o 80g fruttosio
20g amido di mais
Preparate i budini in contemporanea:
portate a bollore in due pentolini separati il latte, aggiungetevi lo zucchero e fate sciogliere; in uno dei due aggiungete anche il cioccolato tritato a coltello e mescolate in maniera che si sciolga
Setacciate l’amido con il the matcha così che non ci siano grumettini e versatelo nel latte “bianco”, amalgamate molto bene e portate a cottura fino a che raggiunga la consistenza da voi desiderata, consiglio di lasciare leggermente morbido perchè raffreddandosi comunque si rassoderà ulteriormente.
Unite il restante amido al composto al cioccolato e portate anche questo a cottura come il precedente; versate il composto al cioccolato nei bicchieri leggermente inumiditi riempiendoli per 2/3, terminate con il budino al matcha oppure procedete per strati a piacere.
Fate raffreddare e servite a piacere con una spolverata di cacao o con della panna montata (non per questa versione dairy-free e totalmente senza glutine)
Hugs,kisses&cookies
Ancora mousse e ancora frutti di bosco! Dopo quella più classica al cioccolato e pesche, l’ho rifatta sostituendo la pat’a bombe con la ricotta; la consistenza resta molto morbida ma ovviamente non così ariosa come con il composto a base di tuorli e sciroppo 121°! Il mio tentativo è stato puramente didattico (o_O ), non dettato dalla gola e dalla voglia improvvisa di dolce che ogni tanto prende e a cui proprio non si riesce a dire no!
Sono soddisfatta del risultato anche se vi avviso da subito che la coppia ricotta-frutti di bosco vi rimanderà al gusto dello yogurt! Detto questo passiamo alla preparazione giusto!?
Ingredienti (per 4)
250 g ricotta vaccina
250g panna
100g zucchero semolato
250g purea di mirtilli e more
9g gelatina in fogli
Per la decorazione (a piacere)
Mandorle in lamelle
Amaretti secchi sbriciolati
Composta di frutti di bosco
-Preparate la purea di frutti di bosco mixando mirtilli e more, pesate e tenete da parte i 250 g che vi serviranno.
-Mettete in ammollo i 9g di gelatina in fogli con 5 volte il suo peso di acqua (9g di gelatina in 45g di acqua), senza romperla;
-Montate leggermente la ricotta, dopo averla setacciata con lo zucchero e tenete da parte;
-Prendete 80g di purea di frutti di bosco e scaldatela al microonde per circa 30 secondi (dovrà raggiungere i 60°), unitevi la gelatina che avrà assorbito l’acqua senza strizzarla e mescolate bene in modo da scioglierla; unite questo composto al resto della purea e amalgamate molto bene;
-Montate la panna molto fredda (sarebbe meglio raffreddare in frigo anche il contenitore in cui l’andrete a montare) al 70%;
-Unite nell’ordine: la purea (amalgamata alla gelatina) di frutti di bosco alla ricotta mescolando delicatamente i due composti; in ultimo aggiungete la panna montata al primo composto con movimento delicato dal basso verso l’alto e aiutandovi con una spatola;
-Versate la mousse così ottenuta in bicchieri monoporzione o nelle coppe tipo Martini;
Servite decorando a piacere con lamelle di mandorla tostate in padella o una composta sempre di frutti di bosco appena tiepida e una sbriciolata di amaretti.
Hugs,kisses&cookies
La mia mammetta non aveva ancora avuto il piacere di assaggiare qualcosa che arrivasse dal corso di pasticceria e così quando ci siamo trovate a passare un weekend estivo me la sono coccolata con un dolce al cucchiaio che sapevo le sarebbe piaciuto tanto quanto a me quando lo avevo assaggiato la prima volta a scuola!
Una mousse al cioccolato spumosa, molto cioccolatosa e molto mousse! Ho cercato di spiegare il procedimento nel modo più semplice e con le fasi di lavorazione nell’ordine corretto così che non possano esserci problemi nel replicarla, spero di essere stata abbastanza comprensibile!
Ingredienti (per 6 monoporzioni)
Per la pat’a bombe
80g tuorli
225g zucchero semolato
50g acqua
Per il composto al cioccolato
250g cioccolato fondente al 70%
340g panna montata al 70%
Per le pesche spadellate
3 pesche (potete usare anche le pesche sciroppate)
100g zucchero semolato
100g burro morbido
Amaretto di Saronno q.b. (facoltativo)
Per la decorazione
Amaretti sbriciolati
La mousse al cioccolato è una preparazione delicata ma semplice, è importante seguire le tempistiche corrette che vi vado a illustrare nell’ordine in cui devono essere preparati i vari composti poi da unire gli uni agli altri:
-Fate fondere a bagnomaria il cioccolato e tenetelo da parte fino a che non si sarà intiepidito;
Preparate le pesche: se usate quelle fresche preferite le pesche noci (o nettarine) che restano più sode e compatte come polpa. Eliminate la buccia e il nocciolo interno e riducetele in dadolata molto fine;
(se usatele pesche sciroppate, colatele dal loro sciroppo di conservazione e tamponatele con della carta da cucina e riducete anche queste in dadolata molto fine)
-Fate sciogliere lo zucchero in una padella antiaderente SENZA mescolarlo, fino a che assumerà un colore ambrato; aggiungete il burro morbido e mescolate con un cucchiaio di legno; aggiungete le pesche e spadellate per 2-3 minuti; sfumate con l’amaretto di saronno e fate evaporare la parte alcolica; scolate le pesche dal liquido di cottura e dispontele su un piatto piano, o un vassoietto e mettetele a freddare in frigo fino al momento dell’utilizzo.
Preparate la Pat’a Bombe (è un composto molto spumoso che si ottiene montando i tuorli con uno sciroppo cotto a 121° -come una meringa all’italiana tanto per intenderci- questo procedimento sostanzialmente serve a pastorizzare le uova nel caso si usino uova fresche, così da avere la certezza che non ci siano problemi dovuti a salmonella&co, soprattutto in preparazioni come questa che vengono consumate fredde e in breve tempo)
Mettete i tuorli nella planetaria munita di frusta e azionatela a velocità 3; nel frattempo preparate lo sciroppo disponendo nella casseruolina l’acqua e poi lo zucchero, portate a 121° (eh si è fondamentale il termometro!) e quando arriva a temperatura versate sui tuorli a filo e in due riprese aumentando la velocità della planetaria; fate montare fino a che il composto non raddoppia di volume e si raffredda.
Tenete da parte trasferendelo in una terrina molto capiente (vi servirà per amalgamare tutti i composti);
Lavate molto bene la planetaria e la frusta e montatevi la panna al 70%, deve essere soda ma non eccessivamente (non deve fare la “schiuma”);
Dividete la panna in due parti: aggiungete metà della panna al cioccolato fuso in maniera molto delicata e con movimento dal basso verso l’alto;
Unite questo composto di panna&cioccolato alla pat’a bombe in tre riprese e sempre con movimento delicato dal basso verso l’alto (con spatola e NON frusta); unite in ultimo il resto della panna montata sempre con stesso movimento.
-Disponete la mousse (vi consiglio di trasferirla in una sac’a poche per maggiore precisione) nelle ciotole o bicchieri che avete scelto per le vostre monoporzioni riempiendoli per un terzo; disponete su questo primo strato le pesche (tenetene da parte una piccola dose che vi servirà come decorazione) e copritele con un altro strato di mousse a terminarla.
-Coprite le ciotole con la pellicola e trasferite il tutto in frigo a rassodare per almeno 4-6 ore; prima di servire la mousse decoratela con le pesche rimaste e gli amaretti sbriciolati oppure a piacere con un ciuffo di panna montata e un amaretto intero.
La spiegazione è lunga me ne rendo conto, ma ho cercato di essere il più semplice e precisa possibile in modo da rendere bene ogni singolo composto, da realizzare è molto più veloce che leggere il mio papiro!
Per qualsiasi domanda o osservazione non esitate a scrivermi e vi risponderò quanto prima! =)
Caaaalooooor!troppo caldo nel mese di agosto, ma possibile che abbia davvero fatto tutto quel caldo! a me è sembrato vagamente fuori tempo e un filino eccessivo! Sarà che io me lo sono passato insieme alla mia tonsilla sinistra grande come una palla tutta bella bianca, si lo so non è una bella immagine ma siete miei amici!? quindi dovreste supportarmi in un momento del genere, giusto!?ecco, fatelo. Dicevamo? ah si del mio mal di gola, beh non so come sia arrivato perchè era impossibile che io abbia potuto prendere un colpo di freddo che mi causasse tale fastidio, probabilmente ho fatto la cattiva e quindi qualcuno mi ha mandato una penitenza, non lo so, sta di fatto che è stata una gran rottura di scatole alleviata da questo gelato al matcha che mi sono fatta proprio per avere un pò di refrigerio.
Il matcha ormai lo conoscete tutti, io lo uso spesso in inverno per il mio tè e anche per qualche dolcetto (vedi questi cupcakes), e questo l’ho comprato a Londra al Japan Center dove mi ha portata Carolina lo scorso febbraio!
Ingredienti (per circa 500g di gelato)
300ml latte di soya
150ml panna fresca
2 uova
1 cucchiaio di thè matcha
100g zucchero semolato
1 cucchiaino di fecola (o farina di carrube)
-Mixate con il mixer ad immersione la panna con il latte e le uova, scaldate in un pentolino e portate al limite del bollore e fate sobbollire per 2 minuti; aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere molto bene;
-setacciate la fecola con il matcha e aggiungeteli mescolando molto bene, per non formare i grumi, nel composto di liquidi; fate freddare completamente.
-Trasferite il composto nella gelatiera e seguendo le istruzioni procedete per il gelato.
La ricetta l’ho trovata in rete ma non mi ricordo esattamente in quale sito o forum (chiedo perdono!), pare arrivi direttamente dal signor Grom; in quella originale si usa il latte intero, io avevo aperto quello di soya e visto che mi piace molto ho usato quello; di sicuro con il latte intero si ottiene una consistenza più cremosa vista la percentuale di grassi che naturalmente contiene e di cui invece quello di soya è privo.
A voi la duplice opzione!
Hugs,kisses&cookies
Lo so che il titolo è chilometrico ma almeno è completo!
Chiara: l’agar agar mi ha fatto diventare matta, te lo dico subito con il sorriso stampato in faccia ma ti garantisco che avevo un timore reverenziale nei confronti di quella polverina diabolica!
in collaborazione con Algheria
Ho pensato tanto a che cosa preparare e non ero mica sicura del risultato…anzi! Infatti la primissima ricetta che avevo provato è stata un fiasco così clamoroso che l’ho celata in silenzio e senza nessu twit&co!
Poi ho cambiato completamente la mia idea iniziale e sono approdata ad una panna cotta, ma visto che amo immensamente complicarmi la vita, ho pensato bene di creare due strati: il primo con la gelèe alla pera e vino rosso, e il secondo con la vera pannacotta aromatizzata al cardamomo.
E infine per dare più senso al bicchierino secondo me ci stava bene anche un savoiardo sbriciolato.
Ingredienti (per 2)
per la gelèe alla pera e vino rosso
1 pera kaiser
1 bicchiere di vino rosso
2 chiodi di garofano
2 cucchiai di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di noce moscata
2 g agar agar
per la panna cotta al cardamomo
200 ml panna cotta
100 ml latte fresco
2 cucchiai di zucchero semolato
3 bacche di cardamomo verdi
2 g agar agar
Preparate la gelèe:
-Prelevate la buccia dalla pera e il torsolo, tagliatela in cubotti e fatela cuocere con il vino rosso, lo zucchero, i chiodi di garofano e la noce moscata;aggiungete se necessario poca acqua alla volta; fate cuocere per circa 10 minuti a fuoco molto dolce fino a che la pera sia ben tenera;
-Trasferite nel bicchiere dell frullatore ad immersione e frullate fino a ottenere una purea ( a piacere potete setacciare questo composto) rimettete sul fuoco e aggiungete l’agar agar; fatelo ben sciogliere a fuoco bassissimo e poi trasferite il composto nei due bicchierini.
Fate freddare completamente.
Preparate la panna cotta:
-Unite in un pentolino la panna, il latte e lo zucchero; portate al limite del bollore a fuoco molto dolce; spegnete e lasciate in infusione le bacche di cardamomo dopo averle leggermente pestate.
-Dopo circa 15-20 minuti, filtrate per eliminare le bacche e aggiungete l’agar agar, riportate al limite del bollore a fuoco molto dolce e fate sciogliere molto bene l’agar.
-Distribuite il composto nei bicchierini e fate freddare di nuovo completamente in frigo per almeno 2 h.
Prima di servire decorate con i savoiardi sbriciolati.
Hugs,kisses&cookies
La ricetta che questa settimana propongo su mommypride per lo svezzamento è un ricordo di quando ero piccola io!
Lo dico sempre che sono una risottara più che una pastara e evidentemente è perchè sono stata abituata a mangiare riso da quando ero piccola piccola; il riso e latte per me è una merenda ancora adesso e in inverno mi piace anche come colazione, ma se lo faccio solo per me ammetto che uso il riso glutinoso giapponese che cuocendo resta così morbido da diventare quasi un budino; io poi lo aromatizzo anche con della cannella e noce moscata, ma per i piccini ho lasciato la ricetta più semplice e delicata possibile!
Potete trovare qui il rimando alla ricetta con il procedimento e la spiegazione!
Tanti tanti hugs,kisses&cookies
Premetto che questa ricetta è stata frutto di una notte molto tumultuosa in cui da stanca quale ero quando mi sono sdraiata a letto, sono crollata in un sonno profondo e tra i sogni che ho fatto mi sono immaginata questa pannacotta.
Si vero a volte sono proprio fusa e anche “fuori-come-un-balcone” e mi sogno il lavoro, ovvero cucinare.
L’abbinamento zafferano-liquirizia non è di mia invenzione, ne sentivo parlare qualche tempo fa a proposito di un risotto appunto “alla milanese” ovvero tutto bello dorato e guarnito con della liquirizia pura (mica le rotelle!!!) tritata finemente sopra; ecco all’inizio storcevo il naso, io sono una vera integralista del risotto, da brava “polentona” (mi chiamano così in redazione) quale sono amo il risotto giallo fatto come Milano comanda, ovvero con un buon brodo di carne, con lo zafferano e cotto al dente, non poltiglioso…se poi si usa un riso profumato come l’Acquerello allora il risotto non ha pari! Pensare di arricchirlo ulteriormente con della liquirizia non mi convinceva poi così tanto, e infatti ancora adesso non sono persuasa e proprio per questo pensavo a come riproporre questo abbinamento ma non sul mio amato risotto…pensavo ad un dolce, un dolce che potesse essere versatile, ma non una torta, no meglio di no…mi serviva un dolce al cucchiaio…un budino? hm… poi la rivelazione (credo di aver avuto un minimo di delirio febbrile quella notte)…una pannacotta!
Scema io che non ci ho pensato prima…chiedo scusa alla padrona del blog perchè non mi ricordo dove ho trovato l’idea della panna cotta alla liquirizia, ma proprio quella mi ha fatto scattare la scintilla magica che mi ha permesso di sfruttare la sua idea e renderla mia invertendo la liquirizia che nella sua panna cotta era l’ingredienti principale a decorazione finale!
Ingredienti (per 2 persone)
300 ml panna fresca
1 e 1/2 fogli di colla di pesce circa 4-5 gr
80 gr zucchero semolato
1 bustina di zafferano
liquirizia pura q.b.
-Ponete la colla di pesce in una ciotola con acqua fredda e lasciatela in ammollo 5-10 minuti
-In un pentolino fate scaldare la panna con lo zafferano e lo zucchero fino a far sfiorare il bollore; spegnete e lasciate in infusione.
-Strizzate la colla di pesce molto bene e unitela alla panna ancora calda, fatela sciogliere completamente e poi filtrate la panna da un colino a maglia molto stretta direttamente nel bicchiere in cui la servirete oppure due coppette individuali.
-Coprite con pellicola e lasciate rassodare per qualche ora in frigo.
-Poco prima di servire il dolce tiratelo fuori dal frigo e tritate molto finemente la liquirizia fino a renderla in polvere e coprite la vostra pannacotta.
Servite il dolce!
Mi sono ricreduta, è un abbinamento che “funzica” (funziona) molto bene…pollice sù!
Hugs,kisses&cookies
Ovviamente vi ricordo l’appuntamento con “Swirl me up” il contest in compartecipazione con Alice!
Aaaaaah.
Il budino al cioccolato.
Aaaaaaah. Quanta soddisfazione.
Ci sono giorni in cui mi prende una voglia matta di budino al cioccolato. Ieri era uno di quei giorni. Uno di quelli in cui proprio avevo una voglia, ma una voglia che nemmeno se fossi incinta credo che potrei avere; fortunatamente non sono incinta e non fatevi venire pensieri strani, non è minimamente nei miei piani avere marmocchi.
Parliamo del budino al cioccolato che è sempre una di quelle merende che fa bene e coccola senza essere una prelibatezza da grande chef.
Al cambio di stagione mi è subito passata la mania del gelato e mi è tornata quella per le torte morbide al forno o per questo tipo di dolci semplici e delicati, così l’altra sera avendo in frigo un litro di latte di soia e una stecca di buon cioccolato molto fondente e non avendo di meglio da fare mi sono messa a mescolare con santa pazienza fino a che il mio buon budino ha raggiunto la cremosità che a me piace tanto!
Ingredienti
1l latte di soia ( o latte normale)
70gr margarina ( o burro)
100 gr cioccolato fondente extra
70 gr fruttosio ( o 120gr zucchero semolato)
80 gr farina 00
-Scaldate il latte in un pentolino. tenete da parte
-In un altro pentolino sciogliete la margarina (o burro) e versatevi a pioggia la farina, fate un roux e poi aggiungete il cioccolato spezzettato e il fruttosio ( o zucchero); aggiungete a filo il latte caldo e mescolate con una frusta in modo che non si formino grumi; portate a bollore a fuoco molto dolce e continuate a mescolare per una decina di minuti, fino a che avrà assunto la cremosità desiderata.
-Versate il composto in circa 8 stampini monoporzione oppure in uno stampo da budino unico. Fate intiepidire a temperatura ambiente e poi coprite con pellicola e mettete in frigo a freddare.
A piacere spolverate con zucchero a velo o servite con una crema inglese.
Ora venitemi pure a dire che la margarina blablabla è poco sana blablabla…io ho problemi con i latticini e anche se la margarina non mi fa impazzire, quando cucino per me la uso per non usare il burro.
sigh.
Hugs,kisses&cookies
Un regalo molto ma molto ma molto gradito per il mio compleanno è stata la ciotola-gelatiera per il mio amato kitchen aid…ovvero questa:
il procedimento per usarla è leggermente lungo, perchè contiene un liquido che se messo in freezer si congela e permette di mantecare il liquido che andrà poi a trasformarsi in gelato azionando il robot stesso con un altro attrezzo in dotazione; quindi ci sono poche regole da seguire prima di poter mangiare il gelato scelto, ma ne vale la pena!
Io ho avuto precise richieste sui gusti da preparare per cui per inaugurare il mio nuovo feticcio ho raccolto una dose abbondante di foglie di menta fresca e via a preparare l’infusione!
Non sono stata a fare uno sciroppo cn acqua-zucchero-menta, ho solo lasciato in infusione fino a raffreddamento la menta fresca nella panna e latte così che rilasciasse sia un vago colore che tutto il suo profumo!
Le dosi sono state:
250 ml panna fresca
250 ml latte fresco
150 gr zucchero
50 gr menta fresca
-Far sciogliere lo zucchero nel latte e panna a fuoco molto dolce; aggiungere le foglie di menta e portare al limite del bollore; spegnere e far freddare completamente;
-Filtrare il liquido e riporre in frigo fino a che sia completamente freddo;
-Seguire le istruzioni della vostra gelatiera e mantecare fino a che raggiunga la consistenza desiderata!
Per un effetto after eight, grattuggiate un pò di cioccolato fondente extra sul gelato.
Hugs,kisses&cookies