Lo smoothie esotico di questa settimana prende spunto da una bevanda indiana a base di yogurt: il lassi.
Tradizionalmente il lassi si compone di yogurt, acqua e spezie tra cui le più usata è il cumino. E’ una bevanda molto rinfrescante e tonificante e può essere addolcita con miele o zucchero aggiungendoli a piacere, anche se nella versione più ligia alla consuetudine il lassi si prende solo speziato.
Ultimamente, anche in UK, è molto facile trovare il Lassi al mango e così ho pensato che potesse essere una buona idea proporvelo in abbinamento ad uno dei mie frutti di bosco preferiti: i lamponi!
Ingredienti (per 2)
½ mango maturo
125g lamponi
1 vasetto di yogurt bianco magro (0,1%)
Latte q.b.
Sbucciate il mango e prelevate la polpa; mondate i lamponi e riunite entrambi nel boccale del frullatore;
Aggiungete lo yogurt e azionate fino a ottenere una purea morbida; aggiungete poco latte alla volta per creare una bevanda più liquida, fino alla consistenza desiderata.
Non ho aggiunto nessun tipo di dolcificante perché ho sfruttato la dolcezza naturale della polpa del mango; vi consiglio di acquistarne uno maturo, che abbia la buccia esterna tendente all’arancio-rosso ma dalla polpa soda e non troppo flaccida.
Hugs,kisses&cookies
Proseguiamo con gli smoothie “esotici”, questa settimana ho pensato di proporvi la Papaya come ingrediente principale del nostro appuntamento detox.
La papaya è un frutto ricco di Vitamina A d E e in fibre, povero in grassi e in apporto calorico è molto interessante per le sue proprietà coadiuvanti per la digestione, soprattutto per quanto riguarda le proteine.
Non sono mai stata una vera fan della papaya, ho sempre preferito di gran lunga il mango, però provandola in questo smoothie in accompagnamento alla carota ammetto che il suo sapore mi ha conquistata!
Ingredienti (per 2)
½ papaya matura
2 carote
125g yogurt di soya
2 cucchiai di malto di riso (o mais)
A piacere ½ mela
-Eliminate la buccia dalla papaya e dalle carote; prelevate i semini interni della papaya ed eliminateli; riducete il tutto in dadolata e riunite la frutta (anche la mela) nel boccale del frullatore.
Aggiungete il malto e lo yogurt e azionate fino a ottenere la consistenza desiderata; se voleste uno smoothie più liquido regolate con latte di soya o acqua.
Servite subito.
Hugs,kisses&cookies
Sono molto felice di notare che l’idea di postare uno smoothie alla settimana vi piaccia! Ho riscontri più che positivi soprattutto dalle chiachierate virtuali via twitter e sono contenta di leggere che quelli che posto poi vengono rifatti e apprezzati tanto quanto li ho goduti io, che mi uso come tester!
Questa settimana lo smoothie che vi propongo da il via ad una piccola serie “esotica”, ho deciso di utilizzare frutti che magari non sono così comuni nelle preparazioni “di tutti i giorni” e che a volte vengono relegati sono in alcuni precisi momenti: iniziamo con l’avocado, frutto esotico per antonomasia che racchiude nella sua polpa carnosa e densa tantissime proprietà benefiche per il nostro organismo!
Questo frutto va acquistato maturo per poterlo utilizzare; la conistenza burrosa del frutto permette di creare salse salate (una su tutte: la guacamole) o deliziose composte dolci; è inoltre
“un’ Ottima fonte di calcio e potassio, l’avocado contiene anche notevoli quantità di fibra e grassi monoinsaturi, utili a contrastare il diabete e a difendere il cuore.
L’avocado riequilibra molto rapidamente il livello del colesterolo “cattivo” (colesterolo LDL) nel sangue, grazie ai suoi grassi vegetali che riducono i tempi di permanenza del colesterolo del sangue: ne beneficia tutto l’apparato cardiocircolatorio, specie per quanto riguarda l’ equilibrio della pressione arteriosa. Fonte inesauribile di vitamine: A (utile per l a vista), B1 (antinevritica), B2 (per la crescita e il benessere), e inoltre D, E, K, H, PP. Il suo consumo è particolarmente indicato per i bambini e per chi segue una dieta vegetariana. Ha proprietà aromatiche, digestive e aiuta a contrastare la dissenteria, essendo un ottimo astringente.” (cit. da qui)
Insomma come fare a meno dell’avocado!?! Unica pecca sono le calorie, decisamente più elevate che nel resto della frutta (circa 160 kcal per 100g di frutto).
Ingredienti (per due)
1/2 avocado
1 (o due a seconda delle dimensioni) pere decana o williams
succo di 1/2 limone
a piacere 1 cucchiaio di malto di riso (o mais, o miele acacia)
Riunite nel boccale del frullatore la polpa dell’avocado, le pere (senza buccia e torsolo) e il succo del limone; azionate fino a ottenere una purea omogenea e regolate la consistenza aggiungendo a piacere poca acqua.
Trasferite nei bicchieri e servite con due foglie di menta.
L’uso del succo di limone serve a mantenere il colore verde dell’avocado e a far si che lo smoothie non ossidi assumeno una sgradevole colorazione grigiastra.
Come per ogni smoothie è meglio consumarlo nell’arco di un paio di ore dalla sua produzione per assumere tutte le vitamine e proprietà della frutta, ma ho constatato personalmente che si conserva bene in frigo anche per un giorno, l’importante è trasferirlo in un contenitore a chiusura ermetica.
Anticipazione per il prossimo smoothie??? vi dico solo che l’ingrediente chiave sarà di nuovo esotico!
Hugs,kisses&cookies
E tornano gli smoothies!
Dopo quello di avena e mele e quello alle Fragole e Soya, ho pensato a delle nuove proposte per degli smoothies leggeri, freschi e detossicanti, perfetti per questi primi giorni di caldo, (beh insomma…sembra di nuovo novembre!)
Questo smoothie di mirtilli e germe di grano è una vera bomba vitaminica! Le proprietà benefiche dei mirtilli come contrasto all’insufficienza venosa sono ormai note a tutti (infatti quasi tutti i farmaci omeopatici e non che vengono usati da chi ha problemi di circolazione e microcircolazione sono a base di mirtilli; inoltre il “ribes nigrum” è un ottimo vaccino naturale per diverse forme allergiche e serve appunto come prevenzione per gli sfoghi primaverili ed estivi dovuti alle reazioni incrociate che scatenano le più diverse forme allergiche), l’arancia è una fonte meravigliose di vitamina C e il germe di grano racchiude un concentrato pazzesco di vitamine del gruppo B e vitamina E, inoltre è preziosissimo nei momenti di transizione da una stagione all’altra e nello specifico è perfetto in primavera perchè aiuta la resistenza fisica e quindi permette di contrastare l’effetto letargia che spesso si riscontra in questa stagione.
Ho pensato di sfruttare tutta questa spettacolare ricchezza naturale per creare uno smoothie che fosse adatto sia a colazione, per avere la giusta energia durante la giornata oppure da consumare nel pomeriggio al posto di una merenda pesante.
Ingredienti (per 1)
100g mirtilli freschi
2 cucchiai di germe di grano
il succo di 1 arancia biologica
acqua q.b.
a piacere 1 cucchiaio di miele o malto di riso (NO ZUCCHERO!!!)
Lavate i mirtilli, eliminate la buccia dall’arancia e i semini interni.
Riunite tutti gli ingredienti nel mixer tranne l’acqua, azionate fino a ottenere una purea; regolate ora con l’acqua a seconda della consistenza desiderata.
Servite subito o nell’arco di 1-2h per non disperdere tutte le proprietà dello smoothie.
Hugs,kisses&cookies
Ero indecisa se iniziare questa settimana la rubrica dedicata agli smoothie detox oppure rimandarla alla prossima lasciando spazio ancora alle ultime idee per Pasqua; ero partita con le migliori intenzioni di preparare ancora qualche godurioso antipasto pasquale ma il tempo è stato assolutamente tiranno e quindi via di smoothie!
Giuro che quando l’ho preparato splendeva il sole e c’erano ancora quei 24° ventilati meravigliosamente primaverili, tempo due giorni e sembra di essere di nuovo a novembre.
Facciamo finta che anche oggi ci sia un sole brillante e splendente e vi metta voglia di correre dal fruttivendolo a prendere un cesto di fragole per rifare questo smoothie alle fragole e soya. (nemmeno ci fossimo coordinate, due giorni fa Mari ha postato uno smoothie molto simile! )
Ingredienti (per 2 smoothie)
400g fragole
1 banana
1 vasetto di yogurt di soya al naturale
1 cucchiaio di miele (facoltativo)
latte di soya q.b.
Lavate le fragole ed eliminate il picciolo; riunitele nel boccale del frullatore insieme alla banana e allo yogurt di soya.
Azionate fino a ottenere un composto cremoso, assaggiate e regolate la consistenza con il latte di soya e il gusto con il miele.
Io non ho avuto necessità di aggiungere il miele perchè le fragole erano già molto dolci e ho preferito mantenere lo smoothie il più naturale possibile.
In ogni caso in queste preparazioni è meglio non utilizzare zucchero raffinato.
Hugs,kisses&cookies
Il dulce de leche questo sconosciuto.
Sconosciuto solo per me, non perchè realmente non sapessi cosa fosse (una sorta di “confettura” di latte ottenuta per evaporazione della percentuale di acqua contenuta nel latte e successiva caramellizzazione degli zuccheri), e che gusto avesse (di mou!), ma perchè ancora non lo avevo preparato con le mie sante manine.
In rete trovate milioni di ricette per prepararlo, sia da zero come ho fatto io, sia partendo dalla latta di latte condensato se volete fare meno fatica.
Giada spiega come farlo con il Bimby e Jasmine invece spiega i tre metodi chiave per prepararlo, io ho scelto la via “complicata” partendo da latte+zucchero+bicarbonato e sperando di non sommergere la casa di latte bollente.
Avete fretta o non avete pazienza?! questa ricetta non fa per voi, compratelo già pronto.
Il dulce de leche si accompagna alla perfezione con gli alfajores de maicena, frollini burrosi a base di maizena e tradizionali dell’Argentina (perchè non li ho scoperti prima!?); semplicissimi da realizzare e soprattutto da inzuppare così come sono nel thè!
Anche per gli alfajores in rete troverete miliardi di ricette e io per non sbagliare mi sono affidata alle dosi e procedimento di Tuki, della serie “andiamo sul sicuro!” ho letto e vi riporto esattamente le sue dosi perchè otterrete degli alfajores perfetti!
Ingredienti (per circa 30 alfajores)
Per i biscotti
100 g di zucchero
130 g di burro morbido
3 tuorli (75 g)
180 g di maizena
120 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
½ cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
Per il dulce de leche
1l latte fresco
300g zucchero semolato
½ cucchiaino di bicarbonato (circa 3g)
Nella planetaria munita di gancio a foglia lavorare molto bene lo zucchero e il burro fino a ottenere un composto spumoso; aggiungere i tuorli, uno alla volta e infine le polveri setacciate insieme (farina+maizena+lievito+sale+bicarbonato); lavorare il tutto fino a ottenere un composto uniforme, avvolgerlo in pellicola trasparente e far risposare l’impasto in frigo per almeno 30 minuti.
Io le frolle in generale le preparo sempre un giorno prima del reale utilizzo.
Preparate il dulce de leche
Riunite in una capiente casseruola il latte con lo zucchero e il bicarbonato, ponete su fuoco dolcissimo e fate cuocere per due ore mescolando di tanto in tanto e facendo attenzione che non prenda mai reale bollore.
Trascorse queste due ore vedrete che il composto inizierà a cambiare colore diventando ambrato, da questo momento continuate a mescolare con un cucchiaio di legno fino a che addenserà (ci vorrà circa mezz’ora di tanta pazienza); tenete sempre il fuoco molto molto dolce, in maniera che non bruci o fuoriesca.
Una volta raggiunta una consistenza cremosa, spegnete il fuoco e invasate il dulce oppure trasferitelo in una ciotola e copritelo con della pellicola a contatto diretto in maniera che lo zucchero non cristallizzi creando una patina che creerà grumi quando andrete a mescolare il dulce.
Accendete il forno a 200°
Riprendete la frolla e stendetela alta 4mm, ricavate dei biscotti con una formina tonda di 3cm di diametro e disponete i biscotti su una placca da forno rivestita di carta forno; distanziate leggermente gli alfajores de maicena uno dall’altro; infornate abbassando la temperatura a 180° e cuocete per 10-12 minuti; estraete appena accennano a dorare.
Conviene cuocere gli alfajores de maicena in due infornate in maniera che infornando le placche una alla volta la cottura sia uniforme e omogena per tutti.
Fate raffreddare molto bene gli alfajores de maicena su una gratella per dolci e poi accoppiateli farcendoli con il dulce de leche.
Tra Pasqua e Natale indubbiamente io voto Natale, l’albero, i gingerbread cookies e tutta la cannella che mi sento autorizzata a usare in abbondanza; d’altro canto Pasqua si porta dietro una notevole quantità di cioccolato (si beh, la colomba non la prendo in considerazione…panettone #TuttaLaVita e con tanti canditi e uvette), ma proprio non mi ha ancora entusiasmata (non sto parlando del lato religioso delle due festività, non è quello che mi interessa in questo frangente e non stiamo qui a discuterne il profondo significato e blablabla) però arriva e la si passa in famiglia, noi saremo su in campagna nel monferrato con tutto lo zoo al seguito e i miei, o meglio con mia mamma che starà già ampiamente pensando a cosa preparare per il pranzo di domenica.
Quest’anno ho pensato di sostituire la classica pastiera napoletana (che forse è il dolce pasquale che mi piace più di tutti) con una tarte più elaborata e che mi permette di sfruttare le ultime arance che si trovano in commercio.
La ricetta di questa tarte sablè all’orange curd l’avevo adocchiata su saveurs di qualche mese fa, ‘ho subito segnata tra le crostate da provare ma per un motivo o per l’altro è sempre scalata in classifica ma non per indice di scarso gradimento, solo una mera questione di tempistiche; fino a quando mi ci sono totalmente dedicata: ottima! L’amaro delle arance viene mitigato dalla salsa al caramello e dallo stesso orange curd, morbido e setoso che ben bilancia anche la friabilità della sablè.
Ingredienti (stampo da crostata da 24cm)
Per la sablè
150g burro morbido
120g zucchero a velo
1 uovo
200g farina 00
Sale q.b.
Per l’orange curd
150 g zucchero semolato
110 g burro
succo e scorza di 2 arance (bio)
250 g maizena
1 uovo medio bio
2 tuorli
Per la salsa al caramello
150g zucchero semolato
2 cucchiai di acqua
30g burro morbido
Per decorare
1 arancia affettata sottilmente (meglio biologica)
Per prima cosa preparate la sablè:
In planetaria con gancio a foglia montare il burro morbido con lo zucchero a velo unire l’uovo leggermente sbattuto; unire la farina precedentemente setacciata (meglio due volte) e il sale fino; impastare molto velocemente fino a ottenere un composto omogeneo; formare un panetto e lasciar riposare in frigo per almeno 3h.
Preparate ora l’orange curd:
In un piccolo pentolino dal fondo spesso fate fondere il burro a fuoco dolce, aggiungete l’uovo e i tuorli e mescolate delicatamente.
Aggiungete la maizena setacciata con lo zucchero e mescolate con una piccola frusta; in ultimo aggiungete anche il succo dell’arancia e la scorza grattugiata;
Mescolate il tutto con una frusta in modo da evitare la formazione di grumi e fate cuocere a fuoco dolce per circa 10 minuti o fino a ottenere una crema compatta che si stacchi da sola dal fondo del pentolino.
Trasferite l’orange curd in una ciotola bassa e larga e coprite con pellicola a contatto (esattamente come per una crema pasticcera) e fate intiepidire fino al momento dell’utilizzo.
Preparate la salsa al caramello:
Ponete lo zucchero e l’acqua in un pentolino dal fondo spesso e a fuoco dolce fate caramellare fino a ottenere una colorazione ambrata; non mescolate MAI, eventualmente se doveste avere dei residui di zucchero sui bordi del pentolino, spennellate questi ultimi con pochissima acqua tiepida;
Una volta ottenuto un caramello morbido aggiungete il burro, facendo attenzione e mescolate così che tutto venga amalgamato; tenete da parte anche questo fino al momento dell’utilizzo.
Preriscaldate il forno a 200°
Stendete la sablè spessa 4mm e rivestite uno stampo da crostata precedentemente imburrato e infarinato.
Bucherellate il fondo della sablè con una forchetta e distribuitevi un sottile strato di salsa la caramello; distribuite ora l’orange curd e in superficie le fette di arancia disponendole a vostro gusto; spennellate queste ultime con la salsa al caramello.
Infornate in forno caldo, abbassate a 180° e fate cuocere per 35-40 minuti; verificate la cottura con uno stecchino; la sablè sarà cotta quando vedrete che si stacca dai bordi dello stampo e avrà una delicata colorazione dorata.
Fate attenzione a che le arance non brucino in superficie, eventualmente copritele con dell’alluminio e rimettete in forno fino al termine della cottura.
(ho sempre almeno un valido aiutante in cucina!
Frai, con le orecchie in posizione da “punta” verso sua sorella Lamù)
Estraete dal forno e fate raffreddare completamente prima di servire; trovo che sia molto meglio a qualche ora di distanza dalla cottura.
Hugs,kisses&cookies!
Quella che vi propongo oggi è un’idea più che una ricetta vera e propria, che a mia volta ho tratto e rielaborato dall’ultimo numero di Cucina Naturale. Leggendo l’articolo che tratta dei cereali “da bere”, mi sono segnata subito un paio di idee al volo che mi sono ripromessa di rifare a casa per proseguire il mio periodo detox in vista della primavera che sta arrivando (finalmente!!!).
Il cambio di stagione comporta sempre qualche squilibrio nell’organismo, e per non arrivare impreparata io ogni anno verso febbraio mi porto avanti con i centrifugati prima di pranzo e cena, ciclo di ribes nigrum in estratto per non soccombere al periodo di allergie che inevitabilmente arriva, e dosi massicce di cereali integrali preparati o in insalata oppure conditi con un velo di olio extravergine. Lo smoothie di avena e mele è perfetto come tonico e disintossicante naturale; io ho voluto mantenerlo “grezzo” e quindi non ho filtrato la bevanda una volta pronta, proprio per usarlo come spezza-fame in quei momenti della giornata che precedono il pranzo e la cena e che per me sono deleteri perchè se solo mi avvicino ad un crackers mi finisco il pacchetto e dopo 1o minuti ho ancora fame, invece così un solo bicchiere di smoothie di avena e mele aiuta a “saziare” senza apportare troppe calorie che andrebbero ad accumularsi con quelle dei pasti.
Non cianciamo oltre e via alla ricetta! Ingredienti 100g fiocchi di avena 1 mela golden matura possibilmente biologica 1 cucchiaio di malto di riso (o miele) 1 pizzico di sale 2 tazze di acqua (circa 500ml)
-Sciacquate i fiocchi di avena sotto acqua corrente; riducete la mela in dadolata (non è necessario eliminare buccia e torsolo, basta lavarla molto bene). -Riunite nel boccale del frullatore i fiocchi sciacquati, la mela a dadi, il malto (o miele) e il pizzico di sale; aggiungete una tazza di acqua e frullate fino a ottenere una purea. -Aggiungete ancora acqua a filo fino a ottenere la consistenza desiderata, più o meno liquida. A piacere potete ora filtrare la bevanda ottenuta attraverso un colino a maglia fitta oppure come ho fatto io preservarla così com’è. Si conserva in frigo in un bottiglia ben chiusa per due-tre giorni al massimo; agitare bene prima di consumarla.
Dopo aver verificato che i muffins senza latticini sono una figata colossale sto di volta in volta provando nuove ricette che non contengano derivati del latte in modo da soddisfare anche le richieste di chi come me è intollerante a questa brutta bestiaccia!
Verificato che quelli al cioccolato sono ottimi e morbidi come quelli con il burro, oggi passiamo alla versione straclassica dei Blueberry Muffin ma con la delicata presenza del cocco.
Ingredienti (per 6 muffins)
100g farina 00
50g cocco disidratato
80g fruttosio (o 120g zucchero semolato)
1 uovo medio
80g olio di mais
80 ml latte di soia
4g lievito per dolci
125g mirtilli freschi
Preriscaldate il forno a 180°
In una ciotola unite la farina, il cocco, il fruttosio ( o zucchero) e il lievito, mescolate bene con un cucchiaio e unitevi anche i mirtilli freschi;
In un’altra ciotola pesate l’olio di mais, unitevi l’uovo e il latte di soia e sbattete leggermente con una forchetta o una frusta;
Unite i liquidi sbattuti nella ciotola delle polveri e mirtilli e mescolate il tutto in modo da avere un composto omogeneo e morbido; distribuitelo nei pirottini da muffins precedentemente posti nella apposita teglia e riempiteli per 2/3.
Trasferite in forno caldo e fate cuocere per 20-22 minuti, verificate la cottura con la prova dello stecchino che dovrà uscire dal muffin perfettamente asciutto, in caso contrario prolungate la cottura di qualche minuto.
Estraete dal forno e fate raffreddare completamente prima di consumarli; si conservano in un contenitore a chiusura ermetica per un massimo di tre giorni.
L’unico inconveniente è che si conservano meno di quelli burrosi, proprio per la presenza dell’olio che tenderà a dare una conistenza più gommosa al muffin ma in ogni caso se preparati in piccole dosi (tipo 6) nel giro di due o tre giorni il problema della conservazione non si pone nemmeno; a dire la verità qui con Lui che sembra avere la tenia al posto dell’intero apparato digerente spesso i 6 non sopravvivono nemmeno per la colazione della mattina successiva.
Hugs,kisses&cookies
Abbiate pietà ma oggi “nonCeLaPossoFarcela!”, ho un raffreddore che a parlare non riconosco nemmeno la mia voce, ho due occhiaie che Mortissia in confronto a me sembra Miss Universo e il mio livello di sopportazione generale nei confronti del resto del mondo sta toccando i minimi storici.
Non avendo dormito praticamente nulla perchè troppo impegnata a cercare di respirare in qualche misura, mi sono alzata con un leggerissimo senso di irascibilità che potrebbe essere mitigato solo da un brownie superfondente portatomi da Ewan Mc Gregor in veste di Maestro Jedi, in fondo la mamma mi ha insegnato che se si sogna, lo si fa a colori…quindi io sogno in grande.
E’ venerdì #TGIF (leggesi–> thanks god is friday) e avevo ancora questa ricetta di cocktail da condividere con voi anche se risale alla sera di Capodanno (a ben pensarci nemmeno tantissimo tempo fa); il mio consiglio è di prepare questa Sangria Blanca la sera prima del consumo, o comunque con largo anticipo in maniera tale che tutti i profumi della frutta possano fondersi on il vino e la frutta abbia il tempo per la giusta macerazione.
Io ho usato quello che al momento c’è a disposizione e ho aggiunto anche poca frutta esotica giusto per addolcire il tutto, ma ovviamente voi potete variare a vostro gusto e piacimento, state tranquilli che per quanto rompipalle io sia non verrò di certo a casa vostra a pontificare.
Ingredienti (per
1 bottiglia spumante (io avevo un dolce ma è prefribile un Brut fruttato)
Martini rosato
Martini bianco
1 mela golden
1 pera abate
2 arance (possibilmente biologiche), succo di 1
A piacere: ananas, mango, papaya,uva nera
Eliminate buccia e torsolo da mela e pera e riducetele in dadolata; trasferitele in una terrina o brocca molto capiente e irrorate con il succo di 1 delle due arance; lavate bene l’arancia e affettatela sottilmente; unitela alla precedente frutta e a quella che avete scelto a piacere!
Versate lo spumante, un bicchiere di martini rosato e mezzo di martini bianco; mescolate bene il tutto e coprite con pellicola; trasferite in frigo e fate risposare almeno 5h; (consiglio di prepararla la mattina per la sera).
Servite ben fredda come aperitivo.
L’areosol mi richiama all’ordine…adieu shakers! ci si legge lunedì, buon weekend!
Hugs,kisses&cookies