A chi è che non piace la torta al cioccolato?! ecco se tu che stai leggendo hai risposto “a me!”, puoi anche cambiare blog e tornare a trovarmi quando avrai cambiato idea.
Pasqua e il cioccolato. Sempre cioccolato, cioccolato forever…ho reso il concetto vero?
Scorrevo l’archivio delle ricette qui sul blog e mi sono resa conto che non avevo mai postato la ricetta più semplice del mondo: la torta al cioccolato! Il fatto di avere ora tonnellate di cioccolato fondente di scorta mi ha dato subito la scusa giusta per rimediare a questa mia gravissima mancanza!
Poi in ogni caso non sono capace di non personalizzare le ricette che leggo e che trovo sui vari magazines, e quindi a questa supersemplice torta al cioccolato ho deciso di aggiungere delle ciliegie disidratate e fatte rinvenire in una botta di alchool così per dare anche profumo alla torta stessa!
Piccolissima puntualizzazione: questa torta al cioccolato è anche chiamata a “montata doppia” in quanto è composta da una prima “montata” di uova+zucchero (oppure in molti casi solo di tuorli+zucchero) a cui successivamente viene aggiunta la seconda “montata” di albumi+zucchero; un fattore molto importante in preparazioni come questa è la fase di amalgama delle due montate che deve essere rapida,delicata ma al contempo decisa, mi spiego meglio: l’ideale sarebbe setacciare due volte le polveri in maniera che prendano molta aria e siano davvero leggere e aggiungerle alla prima montata di uova (o solo tuorli) e zucchero alternandole con gli albumi montati a neve ferma in due riprese e per ottenere il massimo del risultato l’ideale è mescolare con una spatola con movimento deciso dal basso verso l’alto girando di un quarto alla volta anche il contenitore utilizzato.
Ingredienti (stampo tondo a cerniera da 23cm)
4 uova (2 intere + 2 divise)
100g zucchero semolato
50g zucchero di canna
100g burro
150g cioccolato fondente al 70%
150g ciliegie disidratate (o mirtilli rossi)
4 cucchiai di sherry (o brandy)
2 cucchiai di cacao amaro
90g farina 00
Un pizzico di sale fino
Burro e cacao per lo stampo
Preriscaldare il forno a 200°
Imburrate e spolverate di cacao amaro lo stampo a cerniera disponendo comunque sul fondo un disco di carta forno.
Fate fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato e il burro; fate intiepidire e tenete da parte fino al momento dell’utilizzo.
Fate rinvenire le ciliegie (o mirtilli rossi) nello sherry (o brandy) e in poca acqua tiepida per almeno 15 minuti; trascorso questo tempo filtrate le ciliegie in maniera da eliminare il liquido e unitele al composto di burro e cioccolato; tenete il tutto da parte.
Nella planetaria unire 50g di zucchero di canna e 50g di zucchero semolato, unire due uova intere e due tuorli; montate con la frusta fino a ottenere un composto gonfio e molto chiaro;
Nel frattempo setacciate su un foglio di carta forno la farina con il cacao e tenete da parte;
Unite il composto di cioccolato, burro e ciliegie alla montata precedente, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontare il tutto.
Montate a neve ferma i due albumi rimasti con un pizzico di sale; quando vedete che il composto inizia a montare aggiungete i restanti 50g di zucchero semolato in due riprese.
Quando gli albumi sono ben montati aggiungeteli al composto precedente alternandoli con le polveri in due riprese e sempre mescolando dal basso verso l’alto.
Trasferite la montata nello stampo e infornate in forno caldo, abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per 30 minuti; dovrete sfornare il dolce prima che l’interno sia completamente cotto (con il calore del composto la cottura proseguirà ancora per i minuti necessari), in maniera tale che resti umido il giusto ma non fluido; se fosse troppo fluido proseguite ancora la cottura di 5 minuti.
Vedrete che raffreddandosi il dolce avrà la tendenza a “collassare” crepando la superficie, ma questo è assolutamente normale per questo tipo di torta al cioccolato e questo tipo di cottura.
Una volta che la torta al cioccolato è definitivamente fredda cospargetela abbondantemente di cacao amaro.
con questa ricetta partecipo al contest di “Scamorze ai fornelli” dedicato al riciclo del cioccolato di Pasqua!
Hugs,kisses&cookies
Buongiorno shakers, passato un buon fine settimana? Il mio è stato molto piacevole, iniziato venerdì sera con una cena al ristorante libanese a Milano in compagnia di un bel gruppetto di amiche; un tranquillo sabato di faccendame domestico accumulato (leggasi stirare tonnellate di camicie&co) e una domenica di grigliata selvaggia corredata dalla pittoresca festa della frazione del già minuscolo paesotto in cui viviamo!
Come ogni lunedì vi propongo una ricetta “salata” e anche questa va spedita nella categoria “ricette pasquali“! Sono onesta e vi dico subito che io ho partecipato marginalmente alla creazione di questo Timballo di anolini, perchè la vera artefice è stata la mia mamma un paio di settimane fa.
Vi ho raccontato più volte delle telefonate tra lei e Andre di puro argomento mangereccio, si rimbalzano proposte e idee da una volta all’altra e ogni volta mia mamma raccoglie la “sfida” e ovviamente vince senza nemmeno fare troppa fatica, tanto che Andre ormai sostiene che io non cucinerò mai bene come lei! Credo sia il primo ragazzo che dice alla propria fidanzata “non cucinerai mai come tua mamma” invece che “come mia mamma!”; la cosa sinceramente non mi scompone perchè so benissimo che lei è millemilioni di passi avanti a me e quando subodoro periodo di festa (natale-pasqua-ponti etc) io faccio semplicemente da tramite telefonico e poi arrivati al dunque mi armo di grembiule e aiuto la mamma in quello che loro hanno deciso di preparare! (precisiamo: andre tendenzialmente fa da sostegno psicologico e alle 11.00 circa della mattina di festa incalza mia mamma a suon di “Flora, aperitivo?!” )
Dai ciacole a parte, passiamo alla ricetta!
Ingredienti (stampo a cerniera da 22cm)
Per la pasta
300g anolini
Per il ragù
2 carote
1 costa di sedano
1 cipolla
2 chiodi di garofano
1 foglia di alloro
1 bicchiere di buon vino rosso
300g macinato di manzo
100g salsiccia
100g macinato di vitello
2 cucchiai di olio
400ml passata di pomodoro
sale e pepe q.b.
100g piselli freschi o surgelati
burro e pan grattato per lo stampo
Preparate il ragù:
Mondate tutte le verdure e tritatele finissime; scaldate l’olio in una capiente pentola dai bordi alti e fate imbiondire la cipolla, aggiungete le altre verdure e quando si sono intenerite aggiungete anche i piselli e la carne.
Fate tostare la carne e la salsiccia sbriciolata e poi sfumate con il vino rosso; aggiungete gli aromi e regolate di sale e pepe; aggiungete anche la passata di pomodoro e fate cuocere a fuoco dolcissimo per un paio di ore.
Spegnete e fate riposare una notte.
Il giorno seguente portate a bollore abbondante acqua calda salata e fate cuocere gli anolini per la metà del tempo di cottura indicato sulla confezione; scolateli molto bene e trasferiteli in una terrina; aggiungete due terzi del ragù e mescolate molto bene il tutto; (a piacere potete anche aggiungere del parmigiano o pecorino grattugiato).
Accendete il forno a 200°
Imburrate e cospargete lo stampo con il pangrattato e versatevi il composto di pasta e ragù;se fosse necessario aggiungete ancora del ragù (oppure quello che resta porzionatelo e congelatelo per momenti di carestia domestica); livellate la superficie e distribuite qualche fiocchetto di burro quà e là.
Infornate in forno caldo e cuocete per 30 minuti.
Fate raffreddare qualche minuto dopodichè sformate su un piatto da portata capovolgendo lo stampo direttamente sul piatto.
Hugs,kisses&cookies
Tra Pasqua e Natale indubbiamente io voto Natale, l’albero, i gingerbread cookies e tutta la cannella che mi sento autorizzata a usare in abbondanza; d’altro canto Pasqua si porta dietro una notevole quantità di cioccolato (si beh, la colomba non la prendo in considerazione…panettone #TuttaLaVita e con tanti canditi e uvette), ma proprio non mi ha ancora entusiasmata (non sto parlando del lato religioso delle due festività, non è quello che mi interessa in questo frangente e non stiamo qui a discuterne il profondo significato e blablabla) però arriva e la si passa in famiglia, noi saremo su in campagna nel monferrato con tutto lo zoo al seguito e i miei, o meglio con mia mamma che starà già ampiamente pensando a cosa preparare per il pranzo di domenica.
Quest’anno ho pensato di sostituire la classica pastiera napoletana (che forse è il dolce pasquale che mi piace più di tutti) con una tarte più elaborata e che mi permette di sfruttare le ultime arance che si trovano in commercio.
La ricetta di questa tarte sablè all’orange curd l’avevo adocchiata su saveurs di qualche mese fa, ‘ho subito segnata tra le crostate da provare ma per un motivo o per l’altro è sempre scalata in classifica ma non per indice di scarso gradimento, solo una mera questione di tempistiche; fino a quando mi ci sono totalmente dedicata: ottima! L’amaro delle arance viene mitigato dalla salsa al caramello e dallo stesso orange curd, morbido e setoso che ben bilancia anche la friabilità della sablè.
Ingredienti (stampo da crostata da 24cm)
Per la sablè
150g burro morbido
120g zucchero a velo
1 uovo
200g farina 00
Sale q.b.
Per l’orange curd
150 g zucchero semolato
110 g burro
succo e scorza di 2 arance (bio)
250 g maizena
1 uovo medio bio
2 tuorli
Per la salsa al caramello
150g zucchero semolato
2 cucchiai di acqua
30g burro morbido
Per decorare
1 arancia affettata sottilmente (meglio biologica)
Per prima cosa preparate la sablè:
In planetaria con gancio a foglia montare il burro morbido con lo zucchero a velo unire l’uovo leggermente sbattuto; unire la farina precedentemente setacciata (meglio due volte) e il sale fino; impastare molto velocemente fino a ottenere un composto omogeneo; formare un panetto e lasciar riposare in frigo per almeno 3h.
Preparate ora l’orange curd:
In un piccolo pentolino dal fondo spesso fate fondere il burro a fuoco dolce, aggiungete l’uovo e i tuorli e mescolate delicatamente.
Aggiungete la maizena setacciata con lo zucchero e mescolate con una piccola frusta; in ultimo aggiungete anche il succo dell’arancia e la scorza grattugiata;
Mescolate il tutto con una frusta in modo da evitare la formazione di grumi e fate cuocere a fuoco dolce per circa 10 minuti o fino a ottenere una crema compatta che si stacchi da sola dal fondo del pentolino.
Trasferite l’orange curd in una ciotola bassa e larga e coprite con pellicola a contatto (esattamente come per una crema pasticcera) e fate intiepidire fino al momento dell’utilizzo.
Preparate la salsa al caramello:
Ponete lo zucchero e l’acqua in un pentolino dal fondo spesso e a fuoco dolce fate caramellare fino a ottenere una colorazione ambrata; non mescolate MAI, eventualmente se doveste avere dei residui di zucchero sui bordi del pentolino, spennellate questi ultimi con pochissima acqua tiepida;
Una volta ottenuto un caramello morbido aggiungete il burro, facendo attenzione e mescolate così che tutto venga amalgamato; tenete da parte anche questo fino al momento dell’utilizzo.
Preriscaldate il forno a 200°
Stendete la sablè spessa 4mm e rivestite uno stampo da crostata precedentemente imburrato e infarinato.
Bucherellate il fondo della sablè con una forchetta e distribuitevi un sottile strato di salsa la caramello; distribuite ora l’orange curd e in superficie le fette di arancia disponendole a vostro gusto; spennellate queste ultime con la salsa al caramello.
Infornate in forno caldo, abbassate a 180° e fate cuocere per 35-40 minuti; verificate la cottura con uno stecchino; la sablè sarà cotta quando vedrete che si stacca dai bordi dello stampo e avrà una delicata colorazione dorata.
Fate attenzione a che le arance non brucino in superficie, eventualmente copritele con dell’alluminio e rimettete in forno fino al termine della cottura.
(ho sempre almeno un valido aiutante in cucina!
Frai, con le orecchie in posizione da “punta” verso sua sorella Lamù)
Estraete dal forno e fate raffreddare completamente prima di servire; trovo che sia molto meglio a qualche ora di distanza dalla cottura.
Hugs,kisses&cookies!
No, scusate ma ieri non era ancora periodo natalizio!? siamo già arrivati alla soglia dello scartamento uova di Pasqua!? Di già?! Ah,ok ne prendo atto e mi adeguo.
No, aspettate ancora un attimo che non ne sono così convinta! Ciò vorrebbe dunque significare che devo iniziare a pensare al pranzo di Pasqua, e magari anche a quello di pasquetta…ah, ok.
Facciamo che questo strudel integrale con carciofi e ricotta è un antipasto perfetto sia per il pranzo di Pasqua che per il pic nic di Pasquetta, mi pare un ottimo compromesso voi non trovate?! L’alternativa al si non vi è data, quindi immagino che stiate annunendo all’unisono. Bravi, bravi così mi piacete!
La ricetta l’ho trovata sull’ultimo numero del mensile Cucina Naturale, trovo che sia una rivista di cucina naturale non banale e che riporti sempre delle ottime ricette sia vegetariane che molto semplici, spesso ne trovo di interessanti e le ripropongo o esattamente come le ho lette oppure con un tocco mio personale magari solo per avvicinarle di più al nostro gusto.
Nella ricetta originale non viene indicato il pecorino ma solo il parmigiano; io ho usato per l’appunto il parmigiano ma assaggiando l’impasto l’ho trovato eccessivamente delicato (termine noto per non dire: scialbo, insapore, etc), così ho aggiunto una grattugiata di pecorino che ha rinvigorito il tutto dando una punta di stagionato che serviva decisamente a tirar su di morale sti poveri carciofi ripassati in padella!
Ingredienti
Per la pasta strudel
100g farina integrale di segale
100g farina 00
1 uovo
2 cucchiai olio evo
Sale q.b.
Acqua tiepida q.b.
Per il ripieno
250g ricotta vaccina
3 carciofi puliti
1 spicchio di aglio
1 tuorlo
Pecorino (o ricotta salata) grattugiato a piacere
Sale e pepe bianco
Per prima cosa preparate la pasta per lo strudel: riunite in una ciotola o in planetaria le farine setacciate, formate una fontana nel centro e disponetevi l’uovo leggermente sbattuto, l’olio e il sale; impastate il tutto aggiungendo poco per volta l’acqua tiepida necessaria ad ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico.
Ungete leggermente il vostro impasto e copritelo con un telo pulito e inumidito; lasciate riposare (fuori dal frigo!!) per una mezz’ora.
Preparate il ripieno:
Mondate i carciofi, eliminate le foglie spinose e dure e pulite il gambo; affettate il tutto molto sottilmente e fate dorare i carciofi in una padella con due cucchiai di olio e uno spicchio di aglio; cuoceteli aggiungendo pochissima acqua fino a renderli teneri.
Una volta cotti, teneteli da parte e fateli intiepidire.
Lavorate in una capiente ciotola la ricotta setacciata con il tuorlo e il pecorino (o ricotta salata, o misto di pecorino e parmigiano); regolate di sale e pepe e aggiungete i carciofi cotti.
Amalgamate bene il composto.
Accendete il forno a 200°
Riprendete la pasta dello strudel e stendetela, sopra la carta da forno, in una sfoglia sottilissima e ricavando un rettangolo da 40cmx25cm circa;
Spennellate i bordi del rettangolo con l’albume rimasto e distribuite il composto su tutta la superficie lasciando 1cm circa di sfoglia libera per ogni lato; avvolgete ora, aiutandovi con la carta forno sottostante, a formare uno strudel; spennellate anche la superficie con l’albume e praticate delle incisioni con un coltello in maniera tale che l’umidità cuocendo possa fuoriuscire dallo strudel.
Disponete lo strudel su una placca da forno e fate cuocere per 30-45 minuti; estraete dal forno e fate raffreddare completamente prima di servire.
Hugs,kisses&cookies
Qualche anno fa ho pubblicato una versione della pastiera con le gocce di cioccolato per non usare i canditi chimici del supermercato, quest’anno ho provato invece a preparare una versione molto più simile alla tradizionale con il cedro candito, sempre non quello chimico del supermercato che proprio nn riesco a farmi piacere!
La ricetta è molto molto semplice e girovagando tra i vari blog nella settimana prima di Pasqua sono state sfornate una quantità industriale di pastiere da far invidia ad una vera pasticceria! Io mi sono affidata alla ricetta che mi ha passato mia mamma, con la quale ci siamo divise i lavori da fare per il pranzo di Pasqua…per cui vi lascio la nostra versione, sperando che possa essere di qualche ispirazione anche in periodo non festivo ma come dolce goloso da portare anche agli amici!
Ingredienti (per 1 stampo da crostata da 26 cm e uno da 22cm)
Raddoppiate questa dose di frolla croccante
Per il ripieno
500 g grano cotto
400 g ricotta fresca vaccina
2 tuorli
4 albumi
100 g zucchero semolato
2 cucchiai acqua di fiori d’arancio
30 g cedro candito
Per la crema
300ml latte fresco
3 cucchiai di farina
4 tuorli
80 g zucchero semolato
1/2 stecca di vaniglia
scorza grattuggiata di un’arancia (biologica)
-Per prima cosa preparate la pasta frolla croccante (qui trovate il procedimento)
Preparate la crema pasticcera:
-Scaldate il latte in una casseruola con la scorza grattuggiata dell’arancia e i semini di mezza stecca di vaniglia; portate al limite del bollore, lasciate intiepidire e poi filtrate;tenete da parte.
-Montate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto biancastro e omogeneo, agiungete la farina setacciata e amalgamate bene; versate un terzo del latte e continuate a sbattere con la frusta; rimettete la crema nella casseruola con il resto del latte e portate a cottura a fuoco basso senza superare i 65°; una volta che la crema si sarà addenstata fatela intiepidire coprendola con della pellicola a contatto in modo che non si crei quella fastidiosa pellicina.
-Quando la crema sarà tiepida, iniziate a montare la ricotta con metà dello zuchero e i tuorli; montate a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e il restante zucchero aggiunto poco alla volta;
-Accendete il forno a 200°
-Unite al composto di ricotta,zucchero e tuorli nell’ordine: il grano (se lo comprate in barattolo, sciacquatelo molto bene e colatelo altrettanto bene), il cedro candito e tagliato in piccola dadolata e la crema pasticcera amalgamando il tutto delicatamente; in ultimo gli albumi a neve ferma.
-Stendete la frolla croccante in una sfoglia di 4 mm e foderate i due stampi imburrati e spolverati di farina; eliminate la frolla in eccesso e usate gli avanzi per creare la griglia di copertura;
-Versate il composto nei due stampi e coprite con le maglie della griglia (classiche da crostata); infornate in forno caldo ventilato per 20 minuti; abbassate a 180° e cuocete per altri 20′; prima di estrarre dal forno fate la prova stecchino.
A me questa ricetta è piaciuta molto, rimpiango di non aver trovato la mia adorata acqua di fiori d’arancio tunisina perchè quella chimica che vendono al super…è davvero tremenda!
Hugs,kisses&cookies
La gentilissima Laura mi ha scritto dalla redazione del sito “Blog di cucina” per chidermi di partecipare al contest dedicato al riutilizzo del cioccolato avanzato da Pasqua!
Come dire di no, io che sono una vera chocoaddicted?!? Ovviamente ho accettato all’istante e poi mi sono messa alla ricerca di una ricetta che potesse essere adeguata.
Visto che di ricette al cioccolato ne ho lette forse migliaia ho deciso alla fine di non seguirne nessuna e riciclare proprio tutto quello che avevo in casa preparando una classica Torta Paesana, anche perchè si abbondava di pane secchino che mi spiaceva buttare via già che noi in casa di pane nn se mangia quasi per nulla, proprio perchè nn siamo abituati ci dimentichiamo quando c’è e finisce per diventare un’arma impropria da tanto è duro!
Potete usare le dosi che ho indicato in quella ricetta linkata oppure adeguarle a ciò che avete come ho fatto io questa volta perchè avevo più o meno 5 panini raffermi, non avevo amaretti ma avevo dei biscotti secchi al cacao, tipo pan di stelle tanto per intenderci, e poi ho usato proprio tutti tutti gli ovetti che mi sono stati regalati, rompendoli a pezzi e unendoli al composto!
Oltre ad uno stampo da 24cm ho ricavato anche questi muffins che poi ho ricoperto con del cioccolato bianco, anche questo di recupero!!!
Beh che ne dite? se questo non si chiama “riciclare”!!!!!!
Hugs,kisses&cookies
Un’altra super ricetta dell’ultimo numero di Sale&Pepe! Questo mese è un’esplosione di idee, come resistere?!
Oggi vi propongo una buonissima “torta”-focaccia salata che si adatta come antipasto sostenuto, come spuntino da pic-nic per il giorno di Pasquetta oppure come sfizioso aperitivo da proporre una sera agli amici!
Io amo impastare il pane, la pizza e tutto quello che deve lievitare per cui anche in questa occasione ho provato grande soddisfazione a vedere la pasta che mano a mano si gonfiava e poi una volta da stendere era piena di bolle ed elastica ma molto maneggevole!
Gli ingredienti sono davvero pochi per cui che aspettate???Andate a prendere quello che vi manca e provateci perchè dopo la prima fetta non si dice di no alla seconda, e alla terza…ma si ancora una…l’ultima?!? Ma come è finita?!? Nuuuuuuuuuu!!!!
Ingredienti
600g farina 00 ( nella ricetta era prevista la farina Petra, ordinabile solo tramite internet sul sito molinoquaglia.com)
12g lievito di birra 0 100g di lm
acqua tiepida qb per impastare
un cucchiaino di sale (circa 6-7g)
provola affumicata
cipolle rosse
olive verdi
-Preparare la pasta per la “focaccia” impastando la farina ( io ho usato 400g di farina 00 e 200g di manitoba) con il lievito sciolto in mezzo bicchiere di acqua e poi l’acqua qb che serve ad ottenere un impasto morbido; mettere in una terrina unta con un filo di olio e coprire con un panno pulito umido.
-Lasciar lievitare fino a che raddoppia di volume in ambiente tiepido.
-Far appassire le cipolle, circa 3 di piccole-medie dimensioni, tagliate sottilmente in una padella con due cucchiai di olio evo; far intiepidire;
-Tagliare la provola, dose a piacere, a fette sottili e le olive verdi denoccilate in tocchetti;
-Preriscaldare il forno a 200°
-Prendere l’impasto, sgonfiarlo dolcemente e poi dividerlo in due parti, una più grande; stendere quest’ultima dandole la forma rotonda dello stampo e disporla in uno stampo tondo a cerniera facendola uscire leggermente dai bordi;
-Unire le cipolle e le olive e disporle sul fondo della pasta, disporvi sopra le fette di provola e poi stendere l’altra pasta facendola aderire bene ai bordi della base; sigillare i bordi con i rebbi di una forchetta e tagliare la pasta in eccesso; versare un filo di olio infornare per 45-50 minuti fino a che la superficie sia ben dorata.
-Togliere dal forno e servire ancora tiepida.
Hugs,kisses&cookies
Golosa come sono, l’Uovo di Pasqua in questo periodo per me è un vero “must-have” e quest’anno non avendo avuto il tempo di andare nel negozio Venchi a prendere il “ChocoCaviar”, uovo super fondente decorato con “caviale” di cioccolato, ho optato per una versione casalinga dello stesso.
Premetto che il risultato è ancora da verificare, perchè il primo tentativo non è andato a buon fine: le due metà non mi si sono staccate dallo stampo perchè ho lasciato lo strato di cioccolato troppo sottile!
Poco male. Ci si riprova!
Primo passo: il TEMPERAGGIO del cioccolato!
Uno dei miei spauracchi veri e propri! Io non mi sono ancora dotata di termometro per dolci, nè qui in città ho a disposizione il piano di marmo su cui poter lavorare il cioccolato, così prima di procedere mi sono informata cercando alternative valide su qualche libro tematico e in rete.
Ho trovato una versione che mi ha dato molta soddisfazione!
Ingredienti (per un uovo di piccola-media dimensione)
600g cioccolato fondente 70%
-Spezzettare 500g di cioccolato in un pentolino, porlo a bagnomaria in un altro pentolino, senza lasciar bollire l’acqua e facendo attenzione a che non venga in contatto con il cioccolato;
-Far sciogliere il cioccolato senza mescolare continuamente;
-Nel frattempo spezzettare il restante cioccolato e tenerlo da parte;
-Togliere il pentolino dal bagnomaria e amalgamare bene il restante cioccolato spezzettato mescolando bene; questo serve ad abbassare la temperatura all’interno del pentolino portandola intorno ai 28° così poi da rimettere il tutto a bagnomaria e riportare la temperatura del cioccolato ai 30-32°, fase finale del procedimento.
-A questo punto il cioccolato è stato temperato ed è pronto all’uso e riutilizzabile in caso dovesse avanzare.

-Una volta che il cioccolato è pronto, versarlo nei due mezzi stampi, facendolo ben aderire alle pareti; importante che lo strato sia intorno ai 5-7mm ( io qui ho sbagliato perchè ne ho tolto poi troppo e mi è rimatso sottile);
-Colare quello in eccesso, capovolgere lo stampo su una grata per dolci e lasciar freddare per una mezz’ora; riporre poi gli stampi al fresco per una notte;
-Non avendo alternative io ho messo in frigo per una notte.

Ok, l’uovo in sè non mi è riuscito, ma almeno sono contenta di aver imparato a temperare il cioccolato senza il piano di lavorazione o il termometro, (che cmq ho intenzione di comprare!)
Già che Pasqua deve ancora arrivare, faccio cmq in tempo a riprovarci. sono una testa di legno per cui come dicevo a Mik la sfida Gaia vs Uovo la vinco io!!!!!
Sul sito-blog MIK-MadeInKitchen, trovate il post con lo stesso procedimento!
YEP!!!
Hugs,choco&cookies

Tengo subito a precisare che questa ricetta,originariamente tratta dal ricettario Bertolini edito millenni fa, l’ho leggermente modificata per pochi e molto semplici motivi:
1.non amo i canditi comperati al supermercato che sono quanto di più chimico e meno naturale possa esistere, indi per cui non ho usato canditi! Non avevo nemmeno il tempo materiale di mettermi a candire la scorza delle arancie, ho optato per la variante cioccolato a scaglie.
2. ho usato il grano cotto già pronto.
Erano un po’ di settimane che girovagavo nel web alla ricerca di una ricetta semplice per la Pastiera,alla fine sfogliando anche i vecchi libri di cucina ereditati dalle bancarelle dei vari mercatini ne ho trovata una in quello della Bertolini, mi pareva molto simile alle altre che avevo letto nei vari siti e così anche per comodità ho deciso di seguire quella.
Con le dosi indicate mi sono venute 2 torte usando due stampi da crostata di 22cm l’uno.
Ingredienti (x 2 stampi da 22cm l’uno)
Per la frolla:
300g farina 00
130g zucchero semolato
150g burro freddo a tocchetti
2 uova intere leggermente sbattute
la scorza grattuggiata di un’arancia
Per il ripieno:
1 confezione di grano cotto ( al super ci sono le latte da 420g)
150g zucchero semolato
300ml latte fresco
4 tuorli
500g ricotta fresca
scorza grattuggiata di un’arancia
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio
100g cioccolato fondente 75% tritato in scaglie
-Preparare la frolla per le crostate e mettere in frigo a riposare minimo 1h.
-In un pentolino portare a bollore il latte insieme al grano cotto e lasciar cuocere fino a che il grano si ammorbidisca tanto da creare una crema. tenere da parte e lasciar intiepidire.
-Setacciare la ricotta in una ciotola e sbattere bene con una forchetta così da renderla molto morbida;
-In una terrina sbattere i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una cream spumosa e chiara;
-Aggiungere alla ricotta il cioccolato a scaglie, l’acqua di fiori d’arancio e la scorza dell’arancia; aggiungere anche la crema di uova e infine il grano cotto e tiepido; amalgamare bene il composto;
-Stendere la frolla ricavandone la base per le due tortiere, ricoprire gli stampi dopo averli imburrati e infarinati (oppure dopo averli coperti con la carta forno);
-Dividere il composto in due e versarlo nelle due tortiere;
-Ricavare dalla frolla rimanente le strisce da usare per la classica decorazione a grata;
-Una volta che le crostate sono pronte, infornarle in forno già caldo e cuocerle per 25-30 minuti, fino a che la frolla sia ben dorata e il composto cotto.
Durante la cottura il composto avrà al tendenza a gonfiare leggermente e sgonfiarsi dopo quando sarà a temperatura ambiente;
-Lasciar raffreddare nello stampo e poi su una grata per dolci.
Non è per nulla una ricetta dietetica, ma è davvero splendida!!!!
Piccolo suggerimento: se si volesse preparare una versione senza glutine, ovviamente la frolla sarà a base di farine consentite, ma il ripieno si può tranquillamente preparare sostituendo il grano con il riso e cuocendo quest’ultimo nel latte fino a che lo avrà completamente assorbito e poi procedendo alla stessa maniera.
In anticipo sulla Pasqua…ma solo perchè nelle prossime settimane mi aspetta la di nuovo la sfida con la colomba!!!! oh yeah!
Hugs,kisses&cookies
Cosa c’è di più adatto al pranzo di Pasqua del cosciotto di agnello?!
Bene, non lo avevo mai cucinato prima perchè in famiglia non è mai stato di tradizione già che nè a mia mamma nè alla nonna è mai piaciuto. Io invece apprezzo quel tipo di carne e ho imparato a mangiarla più in versione mediorentale che non cucinato come d’uso qui!
Ho trovato una ricetta molto semplice girovagando per la rete, ma dato che io avevo anche altre idee, l’ho adatatta alle mie esigenze, togliendo un paio di passaggi e modificandola leggermente con l’aggiunta golosa della pancetta e delle mammole!
Ingredienti ( x 2-3 persone)
1 cosciotto di agnello da 1kg
100 g pancetta affettata molto sottile
4-5 mammole
1 limone non trattato
2 rametti di rosmarino
alloro qualche foglia
1/2 bicchiere di vino bianco
sale&pepe bianco
olio evo
-Preriscaldare il forno a 200°;
-Scaldare 2-3 cucchiai di olio evo in una casseruola che poi possa andare in forno;
-Rivestire completamente il cosciotto con le fette di pancetta; farlo rosolare bene a fuoco vivace da tutti i lati nella casseruola;
-Aggiungere il rosmarino e l’alloro;
-Ricavare con un rigalimoni la buccia del limone e tritarla molto finemente;
-Pulire le mammole e tagliarle poi a metà,togliendo la barbetta interna se necessario;
-Quando il cosciotto è ben rosolato, aggiungere le mammole, la buccia del limone e sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare l’alchool;
-Infornare coperto in forno caldo e portare a cottura controllando che non si asciughi mai durante la cottura, aggiungendo casomai poco brodo;
-Proseguire in forno per 1h.
Hugs,kisses&cookies