Dopo il tutorial su come si fa un cornetto con la carta forno e quello sulle marmellate&confetture torna un nuovo special su come si sezionano le torte che devono poi essere farcite al loro interno!
Il procedimento in sè è davvero molto semplice, ma come per tutte queste piccole attenzioni è necessaria un pò di sana pratica e sempre, sempre e ancora sempre sua maestà La Pazienza! Se siete persone frettolose, scaricate prima il nervoso accumulato, fatevi una tazza di tisana e poi prendete la torta da sezionare perchè con l’agitazione e la fretta in pasticceria non si combina mai nulla di costruttivo! Faccio un pò la maestrina solo per evitare che qualcuno possa dire “eh, vabbè ma che ci vuole, lo farebbe anche un bambino!” vero, un bambino potrebbe farlo ma sempre che abbia pazienza!
La ricetta è tratta integralmente dal libro “Bake&Decorate” by Fiona Cairns
Ingredienti (stampo tondo a cerniera da 20cm)
175g burro morbido
175g farina 00
5g lievito per dolci
3 uova medie, leggermente sbattute
175g zucchero semolato
estratto di vaniglia a piacere
scorza di mezzo limone (facoltativa)
Per farcire
300g confettura a piacere (io ho usato quella ai mirtilli rossi dell’ikea)
Preriscaldare il forno a 180°
Imburrare e infarinare lo stampo a cerniera e disporre sul fondo un disco di carta forno
Nella planteria munita di gancio a foglia setacciare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero e il burro a tocchetti (deve essere morbido, ovvero a temp ambiente da almeno 2h); aggiungre anche le uova leggermente sbattute e gli aromi a piacere; azionare la planetaria a velocità media fino a che si ottiene un impasto omogeneo, liscio e senza grumi.
Trasferire il composto nello stampo e infornate in forno caldo per almen0 45-50 minuti.
Verificare la cottura con uno stecchino e lasciare freddare completamente nello stampo.
Iniziamo ora a sezionare la nostra Victoria Sponge Cake: una volta che la torta è ben fredda (preparatela in anticipo!) ritagliate un quadrato di carta forno da 25x25cm e munitevi di un coltello a sega (quello per il pane, tanto per capirci!).
Trasferite la torta sul quadrato di carta forno capovolgendola e eliminando il disco di carta fondo che avete usato per lo stampo tondo.
Ora che la vostra torta è sul quadrato pulito di carta forno misurate l’altezza della torta con un righello e decidete in quante sezioni volete tagliarla, ovvero quanti strati volete ricavare; io l’ho tagliata in maniera tale da avere poi due strati da farcire, la mia torta era alta 10cm e quindi ho misurato circa 3,3cm per effettuare il primo taglio in modo che gli strati fossero tutti uguali.
Disponete la torta esattamente di fronte a voi e tenete il coltello dritto –> ricordate bene che è la torta che gira e non il coltello!
Iniziate a segare letteralmente la vostra torta all’altezza che avete stabilito muovendo il coltello avanti e indietro e facendo roteare la torta su se stessa girandola con la mano che avrete posizionato sulla superficie della torta, in questo modo NON vi taglierete dita o mani perchè il coltello si muoverà esattamente come una sega (si chiama così proprio per questo motivo !!!), mano a mano che procedete in questo modo vi renderete conto che la torta girando avrà aiutato il coltello nel taglio e quindi in sostanza si è tagliata da sola!
Se siete abituate a sezionare la torta praticando un taglio unico e netto da una parte all’altra della stessa di sicuro una volta aperta in due avrete delle piccole “montagnette” irregolari dovute al movimento errato e allo sforzo fatto per tagliare; procedendo invece come descritto sopra il taglio sarà regolare e pulito e riuscirete ad avere strati perfetti senza sbavature o sbriciolature anche antiestetiche!
Il foglio di carta forno posizionato sotto la torta aiuta a farla “scivolare” meglio sulla superficie usata per tagliare, che sia il piano di lavoro o solo un tagliere.
Procedete allo stesso modo per ottenere un nuovo strato dalla parte rimanente della vostra Victoria Sponge Cake e poi via alla fase “farcitura”!
Io ho usato meno di un vasetto di confettura di mirtilli rossi, ma a piacere potete ovviamente sostituirla con altra confettura o marmellata a piacere e guarnire “all’inglese” con della panna montata e frutta fresca.
In ultimo ho spolverato con zucchero a velo e disposto ancora un cucchiaino di confettura al centro della torta.
Come per gli altri tutorial precedentemente postati, spero di essere stata chiara e semplice nella descrizione del taglio e ovviamente per qualsiasi dubbio o richiesta non esitate a contattarmi, sarò più che lieta di rispondere!
Hugs,kisses&cookies
Dopo la bellissima e formativa esperienza alla Casetta delle Pesche, ho pensato di organizzare un nuovo corso di pasticceria base sempre dedicato ai dolci natalizi in chiave nordica-anglosassone.
Il corso si svolgerà presso l’Atelier dei Sapori a Milano, dalle 10.00 alle 17.00
Prepareremo insieme:
*Mince pies
*Fruit Cake
*Biscotti Speculoos
*Gingerbread cookies
*Christmas chocolate&date cupcakes
*Cake di zucca e nocciole
Vi stuzzica l’idea!? Volete partecipare? Lasciatemi un commento a questo post oppure contattatemi via mail a info@shakeandbake.it oppure scrivetemi direttamente su facebook.
Vi aspetto!
Hugs,kisses&cookies
Buongiorno shakers!!!
Oggi sono più allegra e pimpante del solito nonostante questa pioggia che mi ha tenuta sveglia quasi tutta notte, perchè sono molto orgogliosa di potervi invitare al corso di pasticceria di base “Festive Baking” che avrò l’onore e onere di tenere presso la Casetta delle Pesche.
Angel Cupcakes la ricetta la trovate cliccando qui.
Grazie a Carola per avermi contatta e avermi proposto questa collaborazione, abbiamo studiato un programma a nostro avviso davvero molto bello in occasione del Natale che ormai è sempre più vicino!
Il corso Festive Baking si svolgerà domenica 6 novembre 2011 dalle ore 10.00.
Il programma vedrà la spiegazione e preparazione di due impasti base, frolle e cakes con i quali poi prepareremo un sacco di dolci natalizi:
.Gingerbread cookies da decorare e appendere all’albero ,
.biscotti al burro
.pumpkin pie
.apple&cinnamon cake
.banana bread
.muffins e cupcakes !!!
Allora che ne dite!? Parteciperete!
per tutte le info in merito alle iscrizioni potete contattarci via mail:
Carola: lacasettadellepesche@gmail.com
Gaia: info@shakeandbake.it
Finalmente è ufficiale: sono pasticcera diplomata alla Castalimenti.
lei è la mia prima torta decorata, ho scelto il rosa come colore principale perchè il mio mondo è rosa confetto e perchè avendo scelto di dedicarla alle mie colonne portanti: Mamma,Zia e Nonna non potevo che scegliere il colore della femminilità per eccellenza.
Venerdì scorso si è svolta a scuola la nostra cerimonia, quella in cui ci è stato dato il diploma, la nostra personale giacca bianca ricamata con i nostri nomi; la cerimonia nella quale ognuno ha presentato il proprio buffet realizzato in quasi totale autonomia e per il quale ci siamo davvero fatti in milioni di piccoli pezzettini che ancora vagano stanchi per i corridoi della Cast.
L’ultima settimana di corso è stata forse la più intensa di tutte, dopo un percorso durato 12 settimane finalmente siamo arrivati alla fine dimostrando quello che abbiamo imparato in precedenza e cercando di metterci alla prova per il buffet finale che avrebbe racchiuso alcune delle preparazioni realizzate nelle settimane tematiche.
Il mio buffet tutto rosa e un particolare: le prime colazioni.
Io e la mia amica-compagna-coinquilina Sara ci siamo confrontate all’infinito su quali potessero essere i dolci che meglio ci avrebbero rappresentato in quei pochi minuti che avremmo avuto a disposizione durante la cerimonia; ne abbiamo parlato tanto da imparare a memoria non solo le nostre singole scelte ma anche quelle dell’altra.
Io e la mia torta…e il Maestro Magni che mi “intervista”… ovvero una spiegazione dei prodotti che ho scelto per il mio buffet.
Siamo state le uniche ad avere deciso di personalizzare in tutto e per tutto anche le presentazioni, arrivando a scuola con mille richieste per i vari docenti che ci hanno sopportate come fossimo state una sorta di penitenza capitata loro, e per questo sarò eternamente grata a tutti loro e alla loro sconfinata pazienza e disponibilità.
Per le prime colazioni: croissant al cacao danesi ai lamponi;
per le mignon: tartellette con ganache al cioccolato e confettura di lamponi.
Lei non voleva la scritta “nocciola” sulla torta nocciola così come tradizione avrebbe richiesto e allo stesso modo io non volevo i maron glacè nella mia tartufata e con educata insistenza l’abbiamo spuntata, lei decorando la sua nocciola con una farfalla di cioccolato e tre nocciole passate nello zucchero tirato e io sostituendo i maron glacè con dei lamponi e motivando la mia decisione con “ma maestro, siamo a luglio…la mia è la versione estiva!”
I muffins al pomodoro e cioccolato e le praline bianche con ganache all’arancia e i fruttini ai lamponi
Sono stati tre mesi lunghi e pieni di emozioni, potessi li rifarei di nuovo anche se devo ammettere che verso la fine iniziavo a sentire quella voglia matta di far vedere ai vari docenti che avevo imparato a camminare sulle mie gambe senza dover avere sempre la loro approvazione nei momenti topici delle preparazioni e allestimenti dei dolci e posso assolutamente dire di essere fiera e orgogliosa del mio buffet perchè me lo sono organizzato in totale e completa autonomia, dal portarmi la tovaglia rosa in tinta con la mia torta alla scelta di stampare qualche fiore di pasta di zucchero da usare come decoro, al fatto di dare un senso cromatico e di gusto a tutto il mio buffet…si nota che è tutto rosa!?!no?
La mia mousse ai lamponi e il mio semifreddo al miele con inserimento di confettura di lamponi…sono stati i due dolci che ho amato maggiormente fare per tutta la preparazione lunga ma delicata di cui sono composti.
Ciò che però mi rende davvero orgogliosa sono stati i complimenti ricevuti mano a mano che allestivo i miei dolci, facendo assaggiare al maestro Magni i miei composti, osservando i suoi sguardi quando io da sola stavo preparando la mia mousse o il mio semifreddo o la ganache per la mia tartufata o i nostri muffins pomodoro-cioccolato.
Durante il suo discorso il maestro Magni ha sottolineato l’importanza della giacca bianca che non è solo una divisa da lavoro, ma simboleggia il mestiere, il nostro mestiere: la pasticceria; io sono emozionata ogni volta che guardo la mia giacca, ogni volta che dopo averla lavata e fatta tornare bianchissima la stiro e la indosso perchè so che quando la porto faccio parte di una categoria di lavoratori che credono in quello che fanno e personalmente ritengo essenziale che alla base di tutto ci sia la competenza.
Essere pasticceri non vuol solo dire fare le torte, fare i cannoncini o una meringata: io sono convinta che essere pasticceri significhi rispettare le materie prime che si utilizzano per il proprio lavoro, non dimenticando mai che con quelle poche di base si riescono a creare dei dolci che poi sono consumati da chi crede in noi e accetta di diventare nostro cliente e quindi rispettare le materie prime nel modo corretto, perchè alla base c’è la competenza necessaria per conoscerle, vuol dire anche rispettare chi poi andrà a consumarle sotto forma di cake, biscotto o semifreddo che sia.
Il mio reale percorso inizia ora, continuando a studiare e approfondendo le basi che mi sono state insegnate dai miei maestri e realizzando praticamente ciò che loro ci hanno regalato come spunto.
Tra un paio di giorni troverete la ricetta del mio Plumcake ai pistacchi e lamponi di cui vado particolarmente fiera.
Hugs,kisses&cookies
Oggi non ho una ricetta dolce da proporvi! Me ne scuso ma non ho avuto davvero il tempo per mettermi a preparare una torta o dei cupcakes, o una crostata o anche solo due pesche affettate con una spruzzata di sciroppo al limone e due foglie di menta.
Fa ridere se ci penso…”non ho avuto il tempo di preparare una torta!” ma se è quello che faccio dalla mattina alla sera tutti i santi giorni!?beh non ho avuto il tempo di farlo per il blog. Almeno sono sincera e lo ammetto, avrei potuto spacciare per mia una ricetta altrui corredata di foto rubacchiate in rete, ma non ne sono capace.
Preferisco lasciarvi una carrellate di foto che sto scattando durante le lezioni, giusto per farvi capire che “aria tira” lì dove sto io in settimana e rendervi ancor più partecipi di quello che si inforna e si sforna.
Vi presento i miei amici Fruttini, dite ciao ai miei amici fruttini!
Ci sono i mandarini e i lamponi…gnammy gnammy.
Dalla confetteria con furore: torrone morbido con pistacchi e cioccolato e croccante di mandorle ricoperto al fondente. Perchè noi non scherziamo mai.
Le mignon…piccole mie vi porterò sempre nel mio cuore…mi avete regalato una delle settimane più belle ed emozionanti mai vissute in laboratorio.
E voi? piccoli bicchierini di cioccolato, vi abbiamo creato dal nulla…eravate solo una massa di cioccolato ancora da temperare e poi siete sbocciati in questi scrigni pronti a racchiudere una crema e un bottoncino di savoiardo.
Come una crema al limone in una tartelletta possa diventare poesia grazie solo ad una fiammella che l’accende di passione.
Un’idea di buffet.
Sono più belle le rose di gelato o…
le mie di pasta fiori?!?
Con questa domanda tanto ardita quanto pretenziosa vi lascio ai vari “ooooooh!” “wow” “menatela meno”…
con una marea di Hugs,kisses&cookies.
Non so voi, ma io ho sempre avuto estreme difficoltà a realizzare il cornetto di carta che serve per le decorazioni e i “lavori di fino” che di solito comporta la pasticceria.
Meno male che uno dei miei maestri ha spiegato benissimo come farlo e ci ha corretti ad uno ad uno in modo tale che poi potessimo tutti padroneggiare un semplice foglio di carta forno per creare cornetti dalle varie dimensioni!
Ho deciso di scrivere questo post corredato da un buon numero di foto così che tutti possiate imparare nel modo più semplice possibile.
Il materiale che occorre è
1. foglio di carta forno rettangolare, tagliatelo della dimensione di un foglio A4
2. un pennarello (per la prima volta)
3. un coltello dalla lama liscia,molto affilata e ASSOLUTAMENTE non rovinata.
Procediamo!
Foto 1: il materiale
Foto 2: piegate il foglio di carta forno in modo da ricavare due triangoli isosceli
Foto 3: piegate molto bene il vostro foglio e tagliate con il coltello in modo da ricavare i due triangoli di carta forno;
Foto 4: prendete uno dei de triangoli e piegatelo a metà per il lato più lungo in modo che la punta combaci con la parte opposta.
Foto 5: piegate ora la punta del triangolo (quella di prima) in modo che combaci con la prima piega che avete fatto (ovvero che combaci con la piega del mezzo);
Foto 6: per aiutarvi a visualizzare gli spazi, con il pennarello tratteggiate le pieghe in modo da ricavare poi 3 spazi; ho scritto NO nei due spazi che al momento non vi servono…quello importante è il centrale.
Foto 7: ponete il pollice della mano sinistra (o viceversa se siete mancini) al centro della parte centrale (quella tra le due linee tratteggiate);
Foto 8: tenete il pollice della mano sinistra fermo e indice e medio (sempre della sx) dall’altro lato del foglio (queste tre dita vi serviranno per tenere ferma la punta del cornetto a mano a mano che arrotolate la carta); con la mano destra girate il lato più corto all’interno in modo da creare la prima parte del cono.
Foto 9: proseguite ad arrotolare il cono su se stesso sempre tenendo le dita della mano sx ferme in modo da mantenere la punta;
Foto 10: all’ultimo giro dovreste ritrovarvi con un angolo di carta da inserire nel cono in modo da chiuderlo (a questo punto siete pronte per inserire nel cono quello che vi serve per decorare; ipotizziamo di riempirlo con una glassa o del cioccolato fuso…il fatto di aver tenuto le dita della mano sx ferme fa si che ora non vi coli tutta la glassa sul tavolo o sui piedi! cosa non da poco!!!)
Foto 11: ipotizzando di aver riempito il cornetto…è arrivato il momento di chiuderlo! SEGUITEMI BENE: ho scattato la foto in modo da farvi capire per bene la chiusura, prendete il vostro cornetto e fate in modo di tenerlo in mano come lo tengo io ma girato verso di voi; premete dove avete riempito in modo da chiuderlo come se fosse una busta.
Foto 12: piegate tutta la parte superiore verso destra
Foto 13: piegate ora verso sinistra
Foto 14: piegate di nuovo verso sinistra e poi all’indietro.
Siete ora pronti a tagliare la punta del cornetto con una forbice così da poterlo utilizzare!
A me hanno insegnato a usarlo come se fosse una matita e di conseguenza tenendolo in mano come tale!
Un altro paio di consigli: esercitatevi a fare cornetti…i primi nn verranno benissimo ma con un pochino di pratica non ci saranno più inghippi e soprattutto nn ci saranno più pozze di glasse&co che ad un certo punto colano da ogni dove!
Se vi servono diverse glasse o cmq dovete fare diverse decorazioni è opportuno preparare in anticipo tanti cornetti quanti sono i colori o le decorazioni che dovete fare!
Volendo potete anche prepararne di diverse dimensioni con anticipo così da fare esercizio proprio per prendere la mano nella realizzazione e poi da tenere come scorta!
Mi auguro che la spiegazione sia semplice e comprensibile, per favore fatemi sapere se così nn fosse che provvedo ad apportare modifiche!
Hugs,kisses&cookies
La torta melinda, per quanto possa sembrare facile, banale e quasi scontata nella sua preparazione racchiude invece ben tre tecniche importante per la sua realizzazione:
1. La base di frolla “croccante” (o magra) che serve da scrigno
2. Il ripieno che è una massa montata al burro con aggiunta di mele
3. La frolla “sbrisolona”, una sorta di crumble (o streusel) che essendo più ricca in burro rispetto alla frolla croccante va a compensare quest’ultima e serve come copertura.
La frolla “croccante” viene così chiamata sia per la sua consistenza vetrosa, sia per il fatto che su 1kg di farina il rapporto tra grassi e zucchero è così calcolato: 600g di zucchero per 400g di burro; questo perché è una frolla che serve prevalentemente per delle basi (es. la torta melinda) o delle tartellette monoporzione; il calcolo dei liquidi (->uova) è questo: ogni 25g in meno di burro ci sono 10g in più di liquido (->uova).
Ingredienti (stampo tondo a cerniera da 20cm)
Per la frolla croccante
165 g farina 00
100 g zucchero semolato
75 g burro morbido
50 g uova (1 uovo intero)
Scorza grattuggiata di un limone
Estratto naturale di vaniglia
Per il ripieno
162 g burro morbido
162 g zucchero semolato
175g farina 00
2 uova medie
5g baking powder (o lievito per dolci)
2 mele golden mature
Per la frolla sbrisolona
150 g burro morbido
100 g zucchero semolato
150 g farina 00
5 g di baking powder
50 g uova (1 uovo intero)
Cannella in polvere a piacere (facoltativa)
Preparate la frolla croccante
-Nella planetaria munita di foglia, montate l’uovo con lo zucchero; aggiungete il burro morbido e gli aromi e in ultimo la farina setacciata;
-Fate amalgamare velocemente il tutto, trasferite su una spianatoia infarinata e formate un panetto; coprite con pellicola e fate riposare in frigo per almeno 1h.
Preparate la frolla sbrisolona
-Nella planetaria munita della foglia montate il burro e lo zucchero; aggiungete la farina setacciata con il baking ( e la cannella a piacere), amalgamate il tutto e in ultimo unite l’uovo;
-Trasferite su una spianatoia spolverata di farina, compattate la frolla e copritela con pellicola; fate riposare in freezer fino al momento dell’utilizzo.
Trascorso il tempo di riposo della frolla croccante, accendete il forno a 200°; estraete la frolla dal frigo e portatela a temp. ambiente;
Nel frattempo preparate il ripieno
-Nella planetaria munita di foglia montate il burro morbido con lo zucchero; lavorate a media velcità;
-Setacciate la farina con il baking e unitela al composto, alternando con le uova.
-Mondate le mele e riducetele in dadolata abbastanza fine, unitele a mano con l’aiuto di una spatola al composto della melinda;
Tenete temporaneamente da parte.
-Stendete la frolla croccante in una sfoglia spessa 3mm; imburrate e spolverate di farina lo stampo tondo a cerniera da 20cm e foderatelo con la frolla; è importante che lo foderiate molto bene, livellate con la lama di un coltello il bordo dello stampo,eliminando la frolla in eccesso.
-Bucherellate leggermente il fondo e i bordi della frolla con i rebbi di una forchetta e versate il composto di massa montata; livellate leggermente.
-Prelevate la sbrisolona da freezer e con una grattugia a maglia larga grattuggiatela sopra il composto di massa montata in modo da distribuirla uniformemente su tutto lo stampo.
A questo punto infornate in forno caldo, abbassate a 190° e fate cuocere per 20 minuti; trascorso questo tempo abbassate a 180° e finite la cottura per altri 15 minuti; controllate sempre facendo la prova stecchino e inserendolo al centro del dolce in modo da verificare la cottura dell’interno.
Lo so è stato un post molto lungo, ma è molto più semplice di quanto sembri! Le due frolle sono davvero veloci da preparare così come il composto, ma è importante calibrare i tempi corretti di esecuzione…Ho scritto la ricetta così come è corretto eseguirla con i vari passi spiegati in ordine in modo da non avere perdite di tempo inutili tra un passaggio e il successivo.
Se vi sovesse avanzare un po’ di composto della torta non esagerate a volerlo versare tutto nello stampo, potete ricavarne due o tre muffins.
Hugs,kisses&cookies
Ma si nota che mi diverto a prendere parte alle lezioni della scuola di cucina Quaderni&Fornelli? no perchè io ci sono tornata di nuovo, per la terza nel giro di un mesetto e per la seconda volta in compagnia di Alice, la mia aliciotta!
La lezione di quella sera era dedicata alla “Cucina etnica del mediterraneo” e io ho voluto parteciparvi per tornare bambina, per far riemergere i profumi che hanno accompagnato i miei anni egiziani e avevo proprio voglia di riassaggiare quelli che per un bel pò di tempo sono stati i miei cibi abituali al posto della “pasta con il pomodoro”.
(in ordine: i ceci per il curry di ceci; le polpettine della kofta;
il mix di fave&ceci per i felafel e i felafel pronti!)
E poi ero anche curiosa di sapere come sarebbero stati presentate le stesse cose che io ho mangiato con il triplo della piccantezza anche se ero bambina.
Il menù previsto in serata era:
Felafel con salsa di cruditè e salsa tarator
Curry di ceci
Cous Cous alle 7 verdure
Kefta ( Kofta) qui potete trovare la mia versione di qualche mese fa.
Baklava
Annalisa che spadella e Federica che spiega chi è l’intrusa???
La serata è stata come le precedenti molto divertente e coinvolgente, devo soffermarmi di nuovo sull’allegria scoppiettante delle due maestre Annalisa&Federica? ormai vi ho fatto proprio una capa tanta!
Lascio che siano le immagini che ho scattato a parlare e spero che riescano a trasmettere la stessa passione che ci mettono loro nell’insegnare e il gusto che ne deriva!
Io ho un debole per la kofta, sono cresciuta con queste mini polpettine, in realtà prima di passarle nel sugo di pomodoro in egitto le hanno sempre fritte e poi le servono con dello yogurt o panna acida in modo da stemperare il piccante dell’intingolo!
Kofta in cottura e felafel pronti da mangiare
Che dire poi del curry di ceci? io l’ho anche appena preparato e postato giusto qualche giorno fa…ottimo e piccantino al punto giusto…e la baklava?
Parliamo di questo dolce: è a base di pasta fillo (pare che sia tornata anche nei banchi freezer di alcuni supermercati, quindi abbastanza semplice da trovare), ripiena di frutta secca e zucchero e poi irrorata con uno sciroppo a base di miele e acqua di fiori di arancio.
Io l’ho sempre mangiata con anche dei pistacchi sbriciolati disposti in superficie e vi consiglio di cercare l’acqua di fiori d’arancio nei negozi bio o in quelli di alimentari mediorentali perchè è molto probabile che abbiano quella tunisina, a mio avviso la migliore. (quella che si trova al super lasciatela al super…fidatevi!). E’ un dolce che cambia leggermente come ripieno a seconda della regione in cui lo mangiate e soprattutto se in Grecia o in mediorente anche se è comune in tutta l’area del mediterraneo.
Vi lascio la ricetta della Baklava
Ingredienti (per uno stampo rettangolare da 20×30)
500 g pasta fillo
350 g mandorle
200 g zucchero
1 cucchiaino cannella in polvere
burro fuso qb
per lo sciroppo
200 ml miele
2 cucchiai acqua fiori d’arancio
2 cucchiai acqua
-Ritagliare i fogli di fillo della dimensione della teglia
-disporre 1 foglio di fillo nella teglia (coperta con carta forno) e imburrala con il burro fuso, disporre un altro foglio e imburrare anche questo; ripetere fino a ottenere uno strato di 5 fogli imburrati tra uno e l’altro.
-Preparare il ripieno tritando le mandorle nel mixer con lo zucchero e la cannella; distribuire sullo strato di 5 fogli di fillo e coprire con altri 5 fogli sempre imburrandoli tra uno e l’altro.
-Con un coltello a lama liscia incidere trasversalmente (a formare delle losanghe) lo strato superiore della fillo (fino ad arrivare al ripieno, non fino in fondo).
-Spruzzare con poca acqua in modo che la fillo non secchi in cottura e infornare in forno caldo a 170° per circa 1h o fino a che sia ben dorata in superficie.
-Preparare lo sciroppo unendo in una casseruolina tutti gli ingredienti e facendo cuocere a fuoco dolcissimo per qualche minuto; togliere dal fuoco e far raffreddare.
-Prima di servire irrorare il dolce con lo sciroppo e lasciar riposare per 10 minuti.
Provatela anche se è davvero molto dolce (per occidentalizzare potete anche smorzare il dolce con pochissima panna acida) ma merita una volta nella vita!
Hugs,kisses&cookies
Si si…mi sono trovata così bene dalle due supermaestre Annalisa&Federica che la scorsa settimana sono tornata ad una delle loro lezioni di cucina! Anzi, ci siamo tornate io e Alice insieme!
La cosa bella di quella serata è stato il fatto di essere in meno rispetto alla volta precedente e quindi più che una lezione è stata una serata a spignattare insieme!
Ovviamente in una lezione dedicata al pesce una delle tappe fondamentali è imparare la pulizia dei pesci, ovvero squamarli, sfilettarli e infine eliminare la pelle!
Tra le ricette che abbiamo preparato e poi mangiato (ah, si non ve lo avevo detto che i corsi finiscono sempre con delle buonissime cene a base di quanto si è preparato!?!? ecco…vale la pena frequentarne uno non solo per quello che si impara ma anche per l’aspetto conviviale e divertente della cena finale!) c’è stata una super zuppa di pesce: la Buillabaisse, originaria provenzale e più precisamente di Marsiglia.
A differenza di una delle zuppe di pesce che siamo abituati a mangiare noi italiani, questa viene servita con il brodo di cottura ricavato dalle lische dei pesci e dalla polpa, oltre che da un soffritto iniziale a base di sedano,carota,cipolla e pomodori; vengono poi prelevate le parti morbide e carnose delle polpe e passato al passaverdura il resto in modo da ricavare una sorta di purea; a coronare il tutto poi ci sono delle patate lesse (facoltative) e la baguette (fritta nel burro o passata al grill del forno) con una salsa aioli (agliatissima ma da urlo!!!).
Fantastica…assolutamente da provare, credo che la rifarò a breve perchè io adoro le zuppe di pesce quasi quanto il cioccolato!
L’antipasto invece è stata una deliziosa tartare di aringa e mela verde…saporitissima ma ben equilibrata! (continuo però a preferire la zuppa…yum yum!) e poi a coronare gli assaggi anche delle vongole alla provenzale, fatte aprire in acqua aromatizzata e poi insaporita da una salsa a base di maionese…non storcete il naso sono da provare.
Per maggiori info riguardo la scuola e i prossimi corsi in calendario seguite questo link!!! Io questa sera torno per la lezione sulla cucina etnica del mediterraneo per tornare ai profumi del mio Egitto che mi manca tantissimo!
Di nuovo grazie alle maestre e a Chiara che finalmente ho conosciuto dopo un intenso scambio di mail!
Hugs,kisses&cookies
La scorsa settimana ho partecipato ad un corso di cucina dedicato agli stuzzichini e bicchierini da proporre agli amici per una serata informale e un aperitivo oppure anche come piccoli antipasti prima di un pranzo semplice e leggero.
Quaderni e Fornelli, questo il nome della scuola, è sita all’interno dello spazio eventi Luogo Ideale posto al piano superiore del centro commerciale “Il Portello”, in piena zona fiera (vecchia ) a Milano.

Conoscevo già di nome questa nuova scuola ma proprio perchè è nuova non avevo ancora avuto modo di vederla dal vivo nè di frequentare uno dei corsi a disposizione così mi sono mossa piena di curiosità e devo ammettere che la struttura è davvero molto bella e accogliente, ampia e spaziosa per ospitare un massimo di una ventina di corsisti, può però accoglierne anche oltre per eventi o corsi speciali.
All’arrivo siamo stati accolti da Federica e Annalisa le due maestre di cucina che sono le protagoniste di Quaderni&Fornelli; due donne che hanno deciso ad un certo punto della propria vita di rivoluzionarla per seguire la loro passione comune, ovvero la passione per il buon cibo e la voglia di insegnare e spartire con le altre persone le loro conoscenze di cucina e (a quanto posso garantirvi dopo averle viste all’opera insieme), anche il loro entusiasmo.
Colgo nuovamente l’occasione per ringraziarle perchè la serata è letteralmente scivolata tra un pomodoro tagliato, una carota passata e tante risate!Hanno la capacità di coinvolgere il gruppo che si trovano di fronte, solitamente composto da persone che si conoscono o a coppie oppure non si conoscono per nulla e riuscire a rendere questo gruppo all’inizio sparpagliato un unico motore lavorativo per un fine comune è davvero una bella qualità!
Ciò che mi ha stupita e mi ha davvero colpita è stata la presenza di tanti ragazzi giovani giovani anche sotto i 30 che hanno deciso di affrontare un corso di cucina! Sarà forse che in tutti i corsi che ho frequentato da quando ero proprio piccola, (il primo a 17anni) sono sempre stata considerata la bambina della comitiva visto che il resto del gruppo era formato da “sciure”, e invece questa volta trovare anche altri coetanei che magari non avevano mai visto del prezzemolo in vita loro ma che comunque si sono messi alla prova sotto le direttive delle maestre…beh è stato molto divertente e anche molto bello!
Abbiamo preparato delle vere e proprie leccornie adatte appunto ad un aperitivo informale oppure come mini proposta per un buffet o piccoli antipastini prima di una cena!
Nelle foto potete vedere delle quenelle-scones con senape e semi di girasole e nel bicchierino della quinoa mista a bulgur con pesto di rucola e uova di quaglia (avrò fatto millemila foto a questo bicchierino e vi giuro che me ne sarei mangiata almeno 5 da sola!)
(le maestre: Federica&Annalisa,Annamaria di “The kitchen Times” e la Gaietta!)
Dopo il corso, abbiamo cenato con quanto era stato preparato tra ristate e schizzi di hummus; due tavoli apparecchiati ci hanno accolti per poter brindare e assaggiare quanto avevamo preparato un pò tutti insieme.
Finite le chiacchiere all’alba delle 23.45 ci siamo incamminati verso le nostre auto per tornare a casa, io personalmente con un bel sorriso stampato in viso e la voglia di tornare a Quaderni&Fornelli per un nuovo corso!
Ringrazio anche Annamaria per le chiacchiere e la piacevole serata!
Vi ho lasciato quanti più link possbili così se volete cercare un corso e guardare nel sito della scuola potete navigare senza perdere la testa!
Hugs,kisses&cookies