Adoro le chiacchierate telefoniche con mia zia, che in maniera sempre molto accurata ma senza giri di parole arriva al punto.
“Dare soldi per vedere cammello” può sintetizzare tutta la questione che sicuramente mi ha fatta riflettere e mi ha permesso di capire che nei rapporti di “amicizia” (distinta dall’amicizia che non ha bisogno di essere messa tra le virgolette) è fondamentale la lungimiranza soprattutto quando questi si vanno a interporre alla vita e le dinamiche lavorative.
Io ho fatto esattamente il contrario ho dato il cammello e mi sono trovata con un pugno di sabbia; ho sempre lo slancio che hanno i bambini quando viene loro promessa una gita nel loro posto preferito o un giocattolo che aspettavano da mesi e finalmente lo scartano a Natale, ecco io sono partita mossa dallo stesso entusiasmo.
Ma visto che non tutto il male viene per nuocere sono felice di aver potuto approfittare della mia permanenza al sud per fare una visita ad Angela e Giuseppe alias “Sapori dei Sassi”, nella bellissima cornice dei Sassi di Matera.
Ovviamente essendo completamente digiuna della geografia del sud Italia sono stata ben felice di aver visto parte della campagna che porta fino a Matera e di aver fatto due passi e tante tante chiacchiere con Angela la quale oltre ad essere di un’ospitalità meravigliosa mi ha anche fatto una bellissima sorpresa organizzando una visita al più grande forno della regione nel quale viene preparato e cotto il famoso pane di Matera! Ho potuto vedere il forno e i pani che erano stati preparati la notte prima; ringrazio tantissimo anche Giovanni Schiuma il direttore del Consorzio di tutela del Pane di Matera per tutta la spiegazione e le informazioni che mi ha illustrato in quell’occasione; se aggiungiamo che mi hanno anche fornita di una pagnottona fragrante e meravigliosamente morbida…io sono ancora in debito con entrambi!
Sto pensando a qualche ricetta per poter sfruttare la farina di grano arso che mi incuriosiva sin da quando avevo letto i post di Elisa e Sara, oltre alla pasta proposta da Sandra; credo che la mia sarà una ricetta dolce ma non garantisco ancora nulla, prima serve qualche prova poi quando sono siura del risultato pubblicherò tutto!
E’ stata una giornata davvero molto bella, ringrazio te Angela per la compagnia, per il calore che mi hai dimostrato e per la vostra generosissima ospitalità…mi avete ridato il sorriso e la carica giusta per tornare a casa senza pensare che tutta l’esperienza sia stata una delusione ma che c’è sempre qualcosa di bello e positivo in tutto quello che ci accade.
P.S. per il tartufo…come se lo avessi mangiato!ho ancora il suo profumo sotto al naso!
Hugs,kisses&cookies
…vita che trovi.
Lo so che oggi sarebbe il giorno dei cocktails ma per ovvi motivi non posso pubblicare nulla di alcolico, il mio barman al momento è a folleggiare a Tallin in mezzo alle biondone con lo stacco di gamba che io non avrò mai nella mia esistenza di donna in miniatura…si si tranquille gli ho già spezzato le gambine prima che partisse!
Vorrei raccontarvi un po’ di scene a cui ho assisistito e che ho visto in questa mia pur breve permanenza in un paesotto pugliese.
La prima cosa che mi ha colpita, ma purtroppo decisamente non in senso positivo è stata la preoccupante presenza di decine di cani randagi che popolano le vie del paese nella più totale incuranza delle persone locali; alcune si premurano di dar loro qualcosa da mangiare ma la maggior parte della gente li scansa come si faceva con gli appestati in tempi remoti; giustamente invece che curare il problema,voltiamo le spalle e facciamo finta di non vedere nulla…si si è decisamente molto meglio così.
Sapete quanto io sia sensibile alle problematiche dei 4 zampe e quanto mi stiano a cuore, ecco potete immaginare come mi sia sentita quando appena messo piede su suolo pugliese all’alba delle 7.30 di quel sabato mattina in cui sono arrivata mi sono trovata davanti ste palle di pelo ormai ispido che dormivano sul sagrato della chiesa rannicchiati uno addosso all’altro. Avrei voluto correre da loro tutti e cercare di portare un qualche aiuto.
Ogni mattina quando mi accingevo a raggiungere il lab incontravo la stessa scena: due cani bellissimi rannicchiati all’angolo della strada. Una mattina ho portato loro un piatto di plastica con tutto il tonno che mi ero presa come scorta e mi è spiaciuto non avere nient’altro da poter dare loro; aveste visto il muso felice di quei due batuffoli pelosi, come scodinzolavano contenti e affamati. E come mi sono sentita piccola piccola io che sapevo di non poter fare nulla di più che quello.
Mi sono anche chiesta se questa situazione possa essere normale, in fondo loro non sembrano stare così male, credo che starebbero molto ma molto peggio rinchiusi in un canile, in una cella di ferro magari sovraffollata; qui almeno sono liberi di gironzolare…certo è che non usando misure preventive di sterilizzazione di massa il problema semplicemente si moltiplicherà nel tempo.
La cosa che più mi ha fatto male è stata vedere invece la stragrande maggioranza della gente che al guinzaglio ha cani di razza pura. Mi pare un paradosso non indifferente.
Anche io ho un cane di razza, ho sempre voluto un golden retriever ed è stato lui che è arrivato ad arricchire la mia vita, ma sapendo da che tratta arriva so di aver comunque salvato una vita.
Passiamo al costume, ovvero al capitolo “sagre di paese”! Una via l’altra senza tregua. Mi sono meritata la festa patronale con tanto di processione della madonna tirata da un trattore e relativa suonata di banda locale; sempre in tema patronale allestimento stile natalizio di luminarie enormi, mai viste prima delle luminarie tanto grandi e potenti…la notte sembrava giorno! Il tutto condito da suonata di banda che non manca mai!
Sagra delle olive, ma quella (sono onesta) la stavo aspettando: amo le olive! Avete presente l’ikea la domenica pomeriggio!? Ecco la stessa quantità di gente riversata per le vie piccole del paese…questa volta non la banda ma Umberto Tozzi nella piazza comunale. Grazie. 0_o
Il travaglio del mio inutile trasloco in quella che pensavo sarebbe stata la mia casetta per qualche mese mi ha però consentito di stringere “amicizia” con la dirimpettaia di casa che al mattino molto presto estrae da non ho ancora capito dove, il banchetto sul quale nel corso della giornata scaricano tonnellate di olive appena raccolte e lei e una ragazza le selezionano divindendole per grandezza e tipologia da rivendere poi a chi le cerca; stavo portando le ultime borse in casa e ci siamo presentate…lei con la sua soave voce baritonale mi ha detto: ”non ti spaventare se urlo, io urlo sempre!” 0_o grazie signora le sarò grata della sveglia mattutina…la sua amica mi guarda e mi dice: “se non la vedi, la senti.!” 0_o
Ieri mattina scopro che c’è il mercato, non avendo avuto occasione di andarci prima decido di fare un giro tra le bancarelle e mi fermo in una dove vendono formaggi di tutti i tipi; so che non avrei dovuto ma mi sono presa un pezzo di primo sale di pecora…si beh quello lo tollero abbastanza quindi mi sono messa in fila per aspettare il mio turno e davanti a me tre signore stavano comperando svariate tonnellate di provole, e disquisivano su quale fosse più buona se quella affumicata o quella bianca, al che il venditore guarda una delle signore e le dice: “signò, a me piacciono le bionde! A lui (il suo compare) le brune…se a lei piacciono quelle affumicate sono più buone quelle, se le piacciono quelle normali allora sono più buone quelle!”, ragionamento che non fa una piega 0_o (tanto per la cronaca, la signò ha preso entrambe.)
MI fermo ad una bancarella di legumi e cereali e compero i ceci neri e un misto di fagioli che a casa non ho mai avuto modo di trovare, il signore mi spiega per bene come prepararli dicendomi di metterli a bagno la sera prima con il sale NON bicarbonato MI RACCOMANDO (in maiuscolo per sottolineare il suo tono di voce), poi mi chiede di dove sono…gli dico provincia di Milano e lui subito mi dice che suo cugino ha un forno a Sesto San Giovanni, mi faccio dare il nome e indirizzo così quando torno dai miei ci vado!
Rientro verso casa, accaldata e sonnolenta e saluto la signò che vende olive che sta parlando con un’altra comare, vedo un miciotto bellissimo che mi viene incontro miagolando e il mio cuore si scioglie all’istante, mi accovaccio e lui viene a farsi accarezzare; la comare della signò mi dice che il gatto è di un’amica sua che gli vuole un bene così (si si così) e mi dice che se lei non avesse una casa bellissima e un tappeto meraviglioso che costa tantissimi soldi terrebbe un sacco di animali e poi mi invita a casa sua a vedere quanto sia bella. Grazie signò…mi si scioglie il burro per i muffins. 0_o però ho apprezzato la cordialità e l’estrema gentilezza.
E niente, queste sono le situazione tragicomiche nelle quali mi sono a volte ritrovata.
Hugs,kisses&cookies
945.
Sono i kilometri che ho messo tra me e la mia casetta, tra me e la mia famiglia e tra me e i miei animali. Sono tantini vero!? Si sono decisamente tantini, certo molti meno di chi decide di andare all’estero per lavoro, io al momento sono rimasta ancora su territorio nazionale ma sono passata dal nord nord al sud sud e ammetto che l’impatto è stato forte.
Tutto nuovo, tutto diverso, tutto lontano dalle abitudini che mi hanno sempre accompagnata fino ad un paio di settimane quando abbiamo caricato la mia macchina e ci siamo diretti qui in Puglia.
Il viaggio è stato luuuuuuuuuungo, la notte è stata ancora più lunga e stare al volante dandoci il cambio non è stato facile; siamo stati bravi perchè abbiamo fatto un sacco di pause e cercavamo di tenerci svegli quando a turno eravam alla guida; il vantaggio di viaggiare con la notte è stato l’evitare il traffico a parte qualche camion, il brutto è stato non godere del panorama sicuramente meritevole!
Non vedevo il mare da un anno intero,non avendo fatto ferie questa estate, e il primo pranzo non poteva che essere in riva in un paesotto che si chiama Torre a Mare; ci sono tornata domenica scorsa con Giusy e i suoi e abbiamo pranzato sulla terrazza rivolta al mare.
Il panorama era davvero emozionante così come tutto quello che ho avuto modo di assaggiare, ho deciso di condividere con voi le foto (via tel.) e le mie impressioni perchè ritengo di aver assaggiato davvero del pesce ottimo preparato in maniera molto attenta.
Il ristorante si chiama “Le Rune” ed è totalmente rivolto al biologico e biodinamico.
Abbiamo scelto la serie di antipasti di crudo e un paio caldi:
Gambero rosso (detto “violetta”) crudo con fichi; carpaccio di salmone selvaggio,baccalà dissalato e dentice
Tartare di granchio crudo con zucchine al vapore e tartare di salmone e mela verde
Sformato di borragine; tortino di polpo,patate,pesto di basilico e mandorle
Pennoni con cipolla rossa di Acquaviva,baccalà dissalato, olive e noci; Paccheri con pesto di pistacchi,ragù di ricciola,bottarga e zeste di limone.
Devo dire che è stato un pranzo davvero entusiasmante, sapori semplici se presi singolarmente e decisamente importanti una volta accostati i vari ingredienti; i paccheri sono stati una rivelazione: le zeste di limone hanno aiutato a rendere fresco il piatto, i pistacchi si sono sprigionati in tutto il loro sapore e la ricciola tenera e delicata dava una sensazione di morbidezza compensata dalla cottura al dente della pasta.
Approfitterò per tornarci molto presto, con la stagionalità invernale del pesce e le proposte nuove!
A voi non resta che prenotare e venire con me!!!
Hugs,kisses&cookies
Il mio mese di agosto è stato decisamente di “vacanzaNONvacanza” visto che non abbiamo fatto e disfato nessuna valigia né ci siamo diretti verso mete esotiche, mari blu e spiagge bianchissime; niente di tutto questo, solo collina.
La solita collina piemontese da cui vi ho tartassato a suon di twit e instantanee data la mancanza di connessione fissa di qualsiasi tipo, sarà anche un bellissimo paesotto ma diciamo la verità: le telecomunicazioni le gestiscono i Flinstones; ovviamente mi sono attrezzata con il mio portatile che mi è servito per giocare ai Sims3 durante i momenti di caldo torrido oppure per sistemare le foto che ho scattato al mio zoo completamente riunito per la primissima volta tutto insieme sotto lo stessp tetto: scai, frai&lamù e fidanzato…oddio lui ancora bene non so in che categoria inserirlo.
Oggi vorrei sottoporvi delle questioni che mi stanno particolarmente a cuore: dal momento che noi a casa abbiamo deciso di non attaccare l’antenna alla televisione, pur avendo lo strumento in sé una volta acceso lo schermo è sempre grigio a meno di non inserire un dvd; per questo motivo quando siamo in “villeggiatura” e accendiamo una televisione a caso scopriamo che è popolata da programmi a noi totalmente sconosciuti e spesso li guardiamo con occhio critico per poi rimanerne momentaneamente drogati tanto da farne scorpacciata concentrata, e le settimane trascorse a Cocconato sono state rivelatorie di alcuni programmi trasmessi su RealTime: “Kitchen Nightmares USA (e UK)” con Gordon Ramsey, nuovo messia e salvatore di cucine e ristoranti sull’orlo della chiusura, “Il Boss delle Torte” e “Il Boss delle Torte: la Sfida” con Buddy Qualcosa, “Cortesie per gli ospiti” con il trio che credo peggio non si potesse assortire e “Cuochi e Fiamme” ma credo che sia un altro canale.
Andiamo con ordine così vi spiego anche le mie perplessità; di Ramsey ho sempre e solo letto le ricette pubblicate sui magazines inglesi e sui suoi libri, mi è capitato di vedere spezzoni di “Hell’s Kitchen” su Youtube e assistere alle sue sfuriate meravigliosamente costruite per il pubblico televisivo, ma non mi era mai capitato di guardare il programma in cui lui viene chiamato a salvare degli improbabili locali che si presuppone servano pietanze vagamente commestibili dalla chiusura; i punti che vengono sempre a galla sono:
-Incompetenza cosmica dei titolari di gestire la propria (e sottolineo propria) attività
-Incompetenza dei general manager di gestire l’attività all’interno della stessa: coordinamento del lavoro in sala e cucina, rifornimenti, gestione delle materie prime
-Scarsa attenzione e svogliatezza del personale di sala
-Cibo nemmeno lontanamente considerabile degno di rientrare nella categoria cibo
-Cuochi che non sanno il perché abbiano scelto di fare questo mestiere.
Le mie domande sono le seguenti: ma come cazzarola fai tu che sei il titolare di un’attività a non accorgerti che la maggior parte del cibo che esce dalla cucina non fa in tempo a ragiungere il cliente al tavolo che magicamente torna indietro perché non è assolutamente commestibile!?
Ma come cazzarola fai tu che sei il titolare a non renderti conto della NON qualità di quello che viene preparato e servito?
Ma come cazzarola fai tu che sei titolare a non vedere che nel frigo della tua attività tutto è già precotto,congelato, scongelato-ricongelato-scongelato,marcio!?
Ma come cazzarola fai tu che sei titolare a permettere al tuo manager, che evidentemente hai assunto come aiuto nella gestione, di fare esattamente quello che vuole con i tuoi soldi!?
Ma soprattutto, se un ristorante si basa sul cibo che viene preparato-cucinato-impiattato in maniera accattivante-servito e se di tutta questa catena abbiamo del cibo scadente in partenza,preparato in maniera raffazzonata e altrettanto raffazzonata è la presentazione estetica e costantemente torna in cucina, io che sono titolare farei un discorso al cuoco per cercare di risolvere questa catena che si è spezzata direttamente dalle sue mani che evidentemente non sono in grado di adempiere alla mansione per cui è stato assunto e per la quale viene pagato…non è detto che debba necessariamente restare in quel posto, o sbaglio!?
Un’altra domanda che a me sorge spontanea è la seguente: ma tu che decidi di aprire un ristorante (o qualsiasi altra attività) sai esattamente di checosa si tratta!? Perché a mio avviso c’è una grandissima distinzione da fare tra investitori e titolari: i primi mettono il capitale perché evidentemente credono nel lancio di quell’attività ma possono anche non essere competenti in materia, ma i titolari devono essere assolutamente impeccabili nell’ambito di quello che hanno intenzione di gestire altrimenti per forza di cose che l’attività non decolla né può restare a galla.
Non dico che necessariamente un titolare debba per forza essere uno chef stellato, ma quantomeno che abbia le competenze necessarie a rendersi conto se il personale che lavora per lui in cucina e in sala sia davvero in grado di “fare bene”, altrimenti ne va subito della qualità e del rispetto per le materie che si lavorano e per il cliente che paga per un servizio che non risponde alle aspettative.
Io so di non saper minimamente disegnare due linee dritte e proprio per questo non ho la pretesa di dirigere una squadra di architetti né dare loro carta bianca per tirare su un palazzo che molto probabilmente crollerebbe alla posa dell’ultimo mattone, per cui se dovessi vederlo traballare e avessi anche il coraggio di chiedermi il perché sia in bilico invece che bello stabile e solido così come me lo ero immaginato nella mia testolina piena di fiorellini e cuoricini ma senza nessuna nozione base di architettura, probabilmente l’errore principale sarebbe nella mia incompetenza in quell’ambito.
Questo mi pare sia trasferibile al concetto di ristorante: se una persona si vuole lanciare nell’apertura di un locale dovrebbe avere delle basi decisamente solide in quella materia, idem per quanto riguarda un ristorante, soprattutto poi se si decide di dare una caratterizzazione particolare alla cucina che si vuole proporre; non basta avere il cognome italiano per aprire una pizzeria a Chicago.
Per cucina italiana ho visto proposto di tutto…soprattuto le barchette di patate al forno…scusate ma voi che siete italiani come me quando mai avete mangiato le barchette di patate al forno!? So che il gusto americano è così lontano dal nostro che probabilmente non apprezzerebbe la semplcità di un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico…ma questo rientra nella cucina italiana, non quelle accozzaglie di carni sfatte ammazzate da salse e formaggi fusi in gran quantità.
Poi arriva Gordon con la sua aurea dorata e il suo sguardo cinico che con cazziatoni sparsi rimette magicamente in riga personale e titolari mollaccioni, insegna a cucinare zucchine fresche e soprattutto fa vedere cosa sia una zucchina fresca e riporta in auge il ristorante che ha richiesto la sua consulenza.
Resta il fatto che io in uno di quei locali non ci andrei lo stesso.
De “Il Boss delle Torte” nulla di particolare da dire, solo che mi fa davvero molto ridere! Trovo che quella non sia il mio ideale di pasticceria, nel senso che preparare una torta gigante a forma di WC non è proprio la mia massima aspirazione nella vita professionale ma trovo che il suo personaggio televisivo sia molto azzeccato, è simpatico e ha una mimica facciale che a me fa ridere! Se poi i suoi collaboratori fossero meno obesi forse in quel laboratoria girerebbero meglio senza darsi culate reciproche, ma in fondo rispecchiano l’americano medio!
“Cortesie per gli ospiti” è uno dei programmi peggiori che la tv potesse inventare: chi sente davvero la necessità di far entrare in casa propria tre persone che vengono pagate per dare giudizi sulla casa, sul proprio modo di cucinare e sul proprio modo di essere!? Mah. Resto alquanto perplessa dal programma stesso, dalla gente che ho visto partecipare e dai tre “conduttori”: l’architetta che vive nel suo mondo fatato, il life-styler (ma che cazzo di lavoro è il life-styler!?!?) che secondo me sta ancora aspettando che qualcuno gli dica che sta vivendo…mi pare spentarello, e lo “chef” che se scendesse dal piedistallo sul quale non-si-sa-chi lo ha messo forse sarebbe meglio! Parliamo dello “chef”?! e parliamone anche perchè Borghese conduce di suo anche un altro programma: “Cucina con Ale” o qualcosa del genere, di per sè l’idea potrebbe essere carina (tre piatti semplici,cucinati al momento -o quasi- spiegati come si spiegherebbero a bambini delle elementari, il tutto ambientato in una finta ma graziosa cucina di casa), peccato che poi abbiano messo ai fornelli lui, a cui ho visto fare una “apple pie” che di apple pie americana non aveva nulla se non una mezza mela tagliuzzata ad cazzum, una frolla pronta…si PRONTA (mi spiegate quanto tempo ci vuole a fare una frolla decente? 2 minuti con il mixer!?!) già stesa e svangata dentro ad uno stampo monoporzione con la delicatezza di un elefante che inciampa; non contento mi spaccia anche il pangrasio per merluzzo.
“Cuochi&Fiamme” mi fa supporre che Rugiati non abbia trovato lavoro altrove; ma davvero la massima aspirazione per un cuoco adesso è presenziare in televisione a tutti i costi!? La gratificazione personale nel proprio lavoro è farsi truccare e stare lì a far sottoporre piatti obiettivamente osceni a tre fantomatici (tranne una) “critici”, ma de che poi!? Ma si ascoltano quando parlano!?
Tutta questa cucina in televisione, o questa cucina per la televisione sta dilagando in maniera incontrollata. Tutti sono chef, tutti sono cuochi affermati; basta una comparsata in tv per diventare il non-plu-ultra della cucina; ringraziamo per questo le varie Parodi, Clerici, Marisa Laurito, gente che taglia una cipolla e poi la mettono a condurre programmi e diventa magicamente portatrice del verbo del “saper mangiare”…mah.
Poi vai in giro e senti persone che chiacchierano su questo o quel programma e ti danno le loro ricette e ti verrebbe voglia di dire “no guarda che la crema pasticcera non si fa così; magari il plumcake se lo cuoci così ti resta duro per forza”…ma se lo standard con cui vengono educati alla “cucina a portata di telecomando” è talmente basso e scadente resteranno fedeli al plumcake della Parodi.
So che questo è un post chilometrico e racchiude il mio personalissimo pensiero e le mie personalissime opinioni; se voleste dirmi la vostra io sono qui apposta per leggere le vostre idee e dare il via ad un confronto costruttivo, ogni polemica verrà volontariamente ignorata perché non è questo lo scopo con cui ho scritto queste righe.
Ci sono momenti in cui vengo travolta da un raptus e vorrei mettermi ad urlare e rispondere come solo io so fare, ovvero in maniera brusca e poco diplomatica, mandare letteralmente a quel paese la stragrande maggioranza delle persone che solleticano in me il dubbio sulla comprensibilità della lingua italiana.
Mi trovo sempre più spesso a chiedermi se davvero l’italiano sia la lingua comune o ancora per pochi; me lo domando perchè sono la prima che si mette in discussione quando si rende conto che magari non è stata compresa così come avrebbe voluto, quindi rispiego il mio pensiero cercando di essere il più lineare e semplice possibile; ciò non toglie che davvero troppo spesso mi cadono le braccia perchè il problema fondamentale non è solo quello della comprensione linguistica di quanto detto ma risiede nel fatto che NON SI ASCOLTA quindi come si pretende di capire ciò che non si è voluto ascoltare!?!
Già che non ho minimamente intenzione di fare da mamma-tutor-interprete-zia comprensiva a nessuno che non mi faccia capire che il mio sforzo sarebbe ben riposto, sapete che ho fatto!?! me ne sono andata due giorni in agriturismo con il mio barman e i mici.
Noi 4 ne avevamo bisogno per riprendere un ritmo familiare spezzato dal mio pendolarismo e io ne ho avuto bisogno per drenare il cervello da troppi pensieri accumulati come l’adipe sulle cosce prima della prova costume…come questo non se ne sono andati spalmando una fantomatica crema miracolosa in soli2giorni2 ma almeno ho avuto l’effimera illusione di potermi permettere un momento solo per noi.
Frai…c’è da chiedersi il perchè sia così tonto!?!
Lamù…la mia dolcissima principessa.
Senza stare a cercare chissà dove ho prenotato qualche giorno prima di partire in un agriturismo del mantovano: “La casa del mandorlo“.
Colgo l’occasione per ringraziare i proprietari che ci hanno ospitati e si sono dimostrati molto gentili e disponibili, anche per due chiacchiere a tarda ora solo per il gusto di trascorrere la fine della serata al fresco della vigna.
Cercando vicino al Lago di Garda ho trovato diversi agriturismi, (molti dei quali già invasi dal turismo tedesco-belga-danese, insomma biondoni crucchi di tutte le salse!) ma solo questo mi ha dato disponibilità per accogliere anche i nostri due mici e quindi è balzato subito al top della classifica soprattutto perchè pet-friendly! All’arrivo abbiamo trovato anche la sorpresa di questa sfilza di miciottini di soli tre mesi che passavano le loro giornate giocando come dei pazzi nel prato, rincorrendosi e schiacciando pisolini uno addosso all’altro! uno più meraviglioso dell’altro!
perchè noi siamo bellissimi!!!
shhhh…stiamo facendo la nanna!
Il nostro weekend è stato solo ed esclusivamente all’insegna del relax per tutti e 4 quindi gitarella tra il lago e i borghi intorno a Solferino, ottime cene e tanto sole-lettura-bagno_in_piscina, aperitivi direttamente sulla vigna!
Abbiamo avuto il piacere di cenare presso l’Antica Locanda del contrabbandiere e siamo rimasti davvero deliziati dalla cortesia dello chef Lorenzo e della moglie che ci hanno coccolati per l’intera durata della cena con proposte di menù interessanti e soprattutto golose!
Vi lascio qualche foto (scattata via iphone…colpa sua che non mi ha lasciato usare la mia macchina! cey diglielo tu che se si esce a cena con una foodblogger non si può protestare davanti alla macchina!)
I nostri antipasti sono stati:
sarde in saor (cottura a vapore e non fritte)
e i miei
fiori di zucchina ripieni di ricotta di bufala su letto di pomodoro fresco e basilico. Adoro le cose semplici e adoro soprattutto poter distinguere i sapori che insieme creano un equilibrio davvero perfetto.
Come primo abbiamo preso entrambi
Pici freschi al nero di seppia con gamberi di acqua dolce
In ultimo, io che sono golosa mi sono concessa un tripudio di latticini:
Mousse di ricotta di bufala con ciliegie al recioto.
La foto in questione è venuta malissimo e me ne scuso perchè risulta scura e poco comprensibile, ma vi posso garantire che la mousse aveva la consistenza perfetta e le ciliegie al recioto smorzavano il sapore forte della ricotta di bufala dando comunque la parte di masticabilità che altrimenti sarebbe venuta a mancare.
Hugs,kisses&cookies
Si beh, siamo comunque rimasti in quella dove si parla ancora italiano.
Passare il confine di Chiasso mi mette sempre di buon umore, sarà che la Svizzera è davvero vicina per noi ma mi piace proprio tanto passarci una giornata appena si può.
Qualche settimana fa siamo andati a farci un giretto: direzione Locarno; io non ci ero ancora stata e mi incuriosiva arrivare fino a lì attraversando una parte di cantone ticino che non avevo ancora avuto modo di vedere.
Lo ammetto subito anche se credo di averlo già detto in qualche post precedente: amo i supermercati sguizzeri! Si perchè sono una buon compromesso tra i nostri e quelli di stampo già anglosassone in cui si trova davvero di tutto; ogni qual volta valico il confine mi ci fiondo e cerco sempre di portare a casa yogurt al rabarbaro (mica come quello liquidino e tristarello che si trova da noi e non sempre), qualche mix di spezie che altrimenti dovrei penare per torvare e la scorta di ingredienti che rientrano nella mia categoria “vari&eventuali” ovvero tutti quelli che al momento non servono per davvero ma non_si_sa_mai.
Se non vado errata tra non molto ci sarà una pepina tutta rosa e sprint che animerà la vita lacustre sguizzera…insomma, mi sono portata avanti per quando andrò a trovarla!
La giornata non è stata delle migliori, siamo partiti con il sole e siamo arrivati là con la pioggia; faceva un gran bel freschino e ovviamente io ero in maniche corte.
Era il periodo in cui con Alice e Genny avevamo provato ad organizzarci per un picnic all’aperto ma porcaccia miseria in quei giorni continuava a piovere a sprazzi e i prati brianzoli non ci hanno permesso di arenarci al sole munite di ogni qual tipo possibile di leccornia. Niente picnic, proprio non ce la si poteva fare.
Invece abbiamo colto quei 10 minuti di tregua tra una nuvola e l’altra e ci siamo fiondati in un supermercatino, ci siamo presi due cose al volo e abbiamo trovato un prato di fronte ad una chiesetta bellissima dove poter mangiare i nostri panini inventati di sana pianta. Quello è finito tra i momenti più belli delle mie gitarelle sparse per l’Italia!
Alla fine a Locarno ci siamo arrivati solo nel pomeriggio ma non ci interessava, non avevamo fretta nè appuntamenti con nessuno, nessuno nemmeno che ci aspettasse a casa ticchettando sull’orologio…si beh a parte i pirpoli che però sono stati tranquillizzati per tempo del nostro rientro per la loro ora di pappa!
Siamo incappati in un mercatino dell’antiquariato che si snodava per i vicoli della parte vecchia della cittadina, li abbiamo percorsi seguendo ognuno il proprio interesse:
io che cercavo cianfrusaglie varie da usare per le foto del blog e lui che si dilettava con i giochini vintage tornando bambino per qualche istante.
Orrori vari non sono mancati:
Li ho visti e ho dovuto per forza scattare una foto come memento per il futuro…al grido di “orroreobrobrioso!” abbiamo indietreggiato lentamente e siamo fuggiti fino all’imbarcadero: la vista del lago mi ha riconciliato con l’idea di chincaglieria ch si può incontrare sul proprio cammino.
Datemi un lago e mi farete sempre contenta.
Buon weekend a tutti!
Hugs,kisses&cookies
Vi avevo avvertiti che queste sarebbero state delle settimane ad alta concentrazione di frutti di bosco, o berries come mi piace chiamarli! E infatti, dopo la pie di more che mi pare vi sia piaciuta oggi vi propongo delle tortine che sembrano dei muffins ma non lo sono per il tipo di assemblamento degli ingredienti.
I lamponi con il loro gusto dolce ma leggermente acidulo a me piacciono tantissimo soprattutto in preparazioni come queste, ovvero dei piccoli bocconi dolci che non sono stucchevoli ma con un impasto che serve apposta ad esaltare ed equilibrare i frutti stessi!
Ingredienti (per 8-9 mini cakes)
50 g burro a temp ambiente
80 g zucchero semolato
1 uovo intero
4 g lievito per dolci
120 g lamponi freschi
120ml latte fresco
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
-Montate il burro morbido con lo zucchero e l’estratto di vaniglia fino a ottenere una crema omogenea e spumosa; aggiungete l’uovo intero e sbattete di nuovo;
-Setacciate la farina e il lievito e uniteli alternandoli con la dose di latte in due riprese in modo da ottenere un composto molto morbido e gonfio; in ultimo e mano unite i lamponi freschi amalgamando il composto delicatamente in modo da non romperli del tutto;
-Disponete i pirottini nello stampo da cupcakes e versate una cucchiaiata di composto per ogni pirottino.
-Infornate in forno caldo per 15-20 minuti, abbassando la temp a 170° dopo i primi 10 minuti di cottura.
Fate la prova stecchino prima di estrarre completamente dal forno e lasciate raffreddare completamente prima di consumarli!
Hugs,kisses&cookies
A volte mi prende una voglia di polpo che ha bisogno di essere soddisfatta in breve tempo; non so bene perché mi piaccia così tanto ma trovo che sia buono in ogni stagione!
Il tempo ballerino di quest’ultima settimana con pioggia e freddo finale di domenica mi ha fatto venire voglia di preparare questo stufato facilissimo che poi può essere tranquillamente mangiato anche a temperatura ambiente!
Gli ingredienti sono pochi e lo stufato praticamente si cuoce da solo, quindi potete stare tranquille che non dovete stare a guardarlo ossessivamente per tutto il tempo di cottura ma di tanto in tanto andate a girarlo!
Ingredienti (per 2 persone)
1 polpo da 600 g
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla bionda
1 zucchina
1 spicchio di aglio
½ peperone rosso
½ peperone giallo
Polpa di pomodoro a piacere
140 g di cous cous integrale come accompagnamento
4 cucchiai di olio evo
3 foglie di salvia, rosmarino
-Portare a bollore abbondante acqua, immergetevi il polpo intero e fatelo cuocere a fuoco basso per 30-40 minuti; lasciatelo riposare nella sua acqua di cottura fino a che si raffredda.
-Quando il polpo è freddo (questa operazione potete farla anche il giorno prima e conservare il polpo in un contenitore a chiusura ermetica in frigo); tagliatelo a pezzi abbastanza regolari e tenete da parte.
-Iniziate a mondare le verure e ridurle tutte in dadolata della stessa dimensione; tritate molto finemente la cipolla;
-Nel wok (io ho usato quello inviatomi come campione dalla Kit-Zen) fate scaldare l’olio e lo spicchio di aglio, unite anche la cipolla tritate e lasciate imbiondire a fuoco dolce per 10 minuti; iniziate ad aggiungere le verdure in quest’ordine: sedano,carota,peperoni e infine la zucchina; aggiungete la polpa di pomodoro e il polpo tagliato a pezzi;
-Unite anche la salvia e il rosmarino e fate cuocere fino a che le verdure siano tutte cotte uniformemente. (circa 30 minuti)
-Servite con il cous cous preparato secondo le istruzioni della confezione (oppure anche con del riso basmati)
Visto com’è facile!?
Hugs,kisses&cookies
Buongiorno shakers!!!
Innanzitutto grazie mille per i commenti e le nuove ricette che sono arrivate qui sul blog e dalle mie amichette di unazebrapois e mezzaluna inerenti al contest “Homemade is better!”
Provvedero’ ad aggiornare l’elenco dei partecipanti sabato in giornata,nel frattempo posso solo dirvi che siamo tutte molto contente e soddisfatte del vostro preziosissimo impegno!!!
Il cocktail della settimana slitta a sabato,non me ne vogliate ma questo venerdi non si poteva proprio preparare!!!
So che siete indulgenti e mi vorrete bene lo stesso!!!
Hugs,kisses&cookies
Questa settimana il cocktail lo avete scelto voi grazie ai vostri voti pervenuti tramite commenti qui sul blog, o sulla fanpage di facebook, oltre agli amatissimi twit!
La scelta era tra
1. Cosmopolitan
2. Appletini (marzia…lo farò solo in tuo onore!)
3. Margarita
Sono stata molto felice di vedere viva e vivace la vostra partecipazione e vi ringrazio di cuore per aver giocato con il mio piccolo sondaggino!
Ecco le dosi per il Cosmo, cocktail per eccellenza delle ragazze di sex&tc, amato dalla stragrande maggioranza delle donne per il suo sapore dolce ma non stucchevole, per il giusto equilibrio con il secco della vodka che viene smorzato dal triple sec.
Ingredienti (per 1 coppa martini)
4 cl vodka
1,5 cl triple sec (cointreau)
1,5 cl succo di lime
3 cl succo di mirtillo rosso (io lo trovo all’ikea)
ghiaccio q.b.
una fetta di lime per decorazione e la scorza
-Unite tutti gli ingredienti nello shaker, agitare bene per qualche istante e poi versare il tutto nel bicchiere da martini, senza il ghiaccio.
-Decorate a piacere con la fetta di lime e la scorza prelevata con il pelapatate. (per ottenere l’effetto swirl potete prelevare la buccia, arrotolarla su se stessa e poi riporla una mez’ora in freezer in modo che poi mantenga la forma!) tres chic
Hugs,kisses&cookies
;* e un grazie al mio cocktailman che mi aiuta in questa rubrica!?!?! ;*