La ricetta originale di questa torta l’ho presa da Giulia e la potete trovare qui.
Un paio di giorni fa il boy arriva a casa dicendomi che al corso che sta frequentando una signora ha portato una torta; dato che ormai lui è il mio addetto stampa e mi cura le pr al di fuori del mio giro di amicizie su twitter/fb/bloggers ha giustamente chiesto come l’avesse fatta (madò quanto lo adoro quando fa così!) e la signora in questione gli ha spiegato che era una torta molto semplice, con pochissima lavorazione e che usava come unità di misura il vasetto da yogurt.
E’ stato così carino a spiegarmi la ricetta che gli ho promesso che l’avrei rifatta presto, memore anche della ricetta appena postata da Giulia, e così l’altra sera dopo una giornata fuori senza aver toccato mestoli&padelle sentivo il bisogno di annusare profumo di torta per casa e leggendo la sopracitata torta di Giulia ho deciso che avrei scelto la sua ricetta…come si suol dire zero sbattimento massima resa, si beh insomma diciamo che il concetto è questo!
La mia unica variante è stata aggiungere la scorza grattuggiata di un’arancia bio nell’impasto per il resto vi copio/incollo la sua versione…(ah io ho optato per il procedimento n.1)
Ingredienti (stampo da 24cm)
7 vasetti
(usare come misurino un vasetto di yogurt da 125 gr)
1 vasetto di yogurt che volete voi
(magro, intero, alla frutta, alla nocciola ecc…)
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina “Dolci soffici” del Molino Vigevano
1 vasetto di olio di semi
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
io ho aggiunto anche la scorza grattuggiata di un’arancia bio, sostituibile con mezza stecca di vaniglia oppure con estratto di vaniglia.
adesso ci sono 2 strade:
1. quella per le inguaribili disordinate (Giulia&Io): mischiare tutti gli ingredienti insieme ma tutti tutti… e infornare a 180 per 35/40 minuti (prova stecchino)
2. quella per le precisine (come dice Giulia “alla Bree Van de Camp“): travasare lo yogurt in una ciotolina e lavare il vasetto. in una ciotola mettere i 3 tuorli con lo zucchero e montare con le fruste elettriche. aggiungere la farina setacciata con il lievito alternandola allo yogurt e all’olio. aggiungere gli albumi montati a neve ferma. infornare a 180 per circa 35/40 minuti (prova stecchino
Appurato che è una ricetta velocissima direi che è anche ultra comoda da fare all’ultimo secondo per una cena o un pranzo o una merenda per bambini.
Se voleste avere un risultato più alto, basta usare uno stampo da 22cm.
A piacere si puù anche tagliare a metà la torta e farcirla con uno strato di marmellata o crema al cioccolato…che insieme alle arance direi “è la morte sua”
A parte lo yogurt, che può tranquillamente essere sostituito con l’equivalente di capra o soya questa torta può anche conosiderarsi ideale per le intolleranze ai latticini.
Hugs,Kisses&cookies
Qualche settimana fa Flavia ha contattato me e Alessandra per chiederci se avessimo voglia di dar vita ad un contest insieme, ovviamente entrambe abbiamo accettato subito quando Flavia ci ha spiegato la sua idea! Ci è sembrata davvero simpatica e originale e quindi consultandoci e prendendo contatto con l’azienda Kit-Zen abbiamo deciso di fare le cose in grande…si si proprio in grande! Dai che vi spieghiamo un po’ in cosa consiste la nostra proposta
“Homemade is better!”
Avete mai pensato di provare a preparare a casa quesi succulenti e invitanti piatti pronti che ormai ci vengono propinati in qualsiasi supermercato o negozio di alimentari? Noooo? Dai non siate timidi, lo sappiamo benissimo che almeno una volta avete avuto la tentazione di preparare in casa i famosissimi “sofficini” o anche una pasta veloce alla 4salti! Per soddisfare questa voglia o esperimento noi vi diamo la possibilità e la scusa per provarci!
Homemade is better!
Le regole del contest sono poche ma ben stabilite:
La partecipazione è libera per tutti coloro che vogliono mettersi alla prova sia che abbiate un blog sia che siate semplicemente curiosi di provare.
1. Si può partecipare con UNA sola ricetta NUOVA, ovvero creata appositamente per questo contest; valgono tutte le ricette senza limitazione di categoria (dalla preparazione base es.il dado pronto, all’antipasto,primo,secondo,dolce…) corredate di fotografia;
(vanno benissimo tutti i prodotti pronti che potete trovare nei banchi frigo/surgelati delle catene di supermercati; caffetterie;autogrill o quant’altro)
2. Vi chiediamo di iscrivervi alla fanpage di facebook dei nostri blog (qui) o cliccare sul tasto “segui” che potete trovare sui nostri blogs (qui e qui);
3. Per i bloggers: pubblicate il banner del contest nella sidebar del vostro blog ove possibile e nel post della ricetta che avete scelto di preparare corredata di foto con i link ai nostri blog e alla kit-zen;
4. Lasciate un link a questo post con la vostra ricetta; noi provvederemo a creare una lista dei partecipanti e tenerla aggiornata.
5. Per i NONbloggers: inviate la vostra ricetta (1 sola), corredata di almeno una fotografia a questo indirizzo mail: homemadeisbetter@gmail.com indicando nell’oggetto il nome della vostra ricetta.
6. Termine ultimo per inviare o postare le vostre ricette è la mezzanotte del 15 maggio 2011.
Siete curiosi di sapere che cosa c’è in palio!?
Primo premio
Un soggiorno per due persone di due notti (venerdì&sabato) e colazione presso una struttura sul Lago di Garda più tre pentole della linea linea Free Series, linea Fusion Series e linea Worl Wide Wok (1 per tipo) Kit-Zen.
Secondo Premio
3 pentole della linea Fusion Series e linea Worl Wide Wok (1 per tipo) Kit-Zen.
Terzo Premio
Due pentole della linealinea Fusion Series e linea Worl Wide Wok (1 per tipo) kit-zen
Direi che i premi sono molto molto invitanti, non trovate!?!? (per quanto riguarda il soggiorno, a breve verrà anche segnalato il weekend messo a disposizione e la strutture scelta; il viaggio e gli extra sono a carico del vincitore)
Come verranno scelti i vincitori?
In base a due criteri principali: appetibilità della ricetta, presentazione estetica e fotografica.
Chi sceglie i vincitori?
Noi tre e la kit-zen a insindacabile giudizio.
Tutto chiaro!?! Per qualsiasi dubbio non esitate a contattarci a questo indirizzo mail: homemadeisbetter@gmail.com
Vi aspettiamo davvero numerosi e con tanta voglia di cimentarvi in questa prova!
Colgo l’occasione per ringraziare di nuovo il mio supercugi Davide che ci ha aiutate nella realizzazione del banner per questo contest!
Ogni partecipante concede a Steel Crafts Europa Srl a Socio Unico (società promotrice del contest) le autorizzazioni soggette alle impostazioni sulla privacy per la pubblicazione delle ricette e delle foto sul materiale edito da Steel Crafts Europa Srl a Socio Unico.
Presto infatti sarà attiva un’apposita sezione sul nostro sito la Kit-Zen TV in cui inseriremo tutte le ricette partecipanti.
Le ricette potranno essere pubblicate sul nostro sito o profilo fb o ancora in un ricettario in forma cartacea.
Inseriremo ovviamente un ringraziamento a tutti i partecipanti per la concessione all’uso delle immagini.
Avevo postato questa ricetta seguendo un esperimento fatto una sera in cui mi sono trovata a casa da sola, con nulla nel frigo di commestibile e mezzo kg di farina di farro in dispensa.
Ho cercato in rete una ricetta per preparare delle piadine di farro, sperando ce ne fosse una affidabile e poi ho scelto di fare un mio collage tra un paio che avevo letto.
Così è nata la mia versione della piadina di farro, su tumblr c’è il primissimo tentativo e qui sul blog ufficiale vi lascio la ricetta fatta e finita.
Ingredienti (per 4 piadine grandi)
150 g farina di farro
100 g farina per pizza croccante del Molino Vigevano
6 g di sale fino
10 g olio evo
1 pizzico di lievito chimico (ovviamente non quello vanigliato o cmq per dolci!!!)
acqua tiepida q.b.
-In una ciotola capiente setacciate le farine con il lievito e il sale, formate una fontana nel centro e aggiungete l’olio;
-Iniziate ad impastare con un cucchiaio e aggiungete poca acqua alla volta fino a ottenere un composto liscio e omogeneo; trasferite sulla spianatoia e impastate a mano per circa 5 minuti in modo da rendere l’impasto elastico; potete anche procedere dall’inizio aiutandovi con il robot da cucina.
-Fate riposare l’impasto per mezz’ora coperto con un panno umido pulito.
-Dividete l’impasto in 4 parti di pari peso e stendete sulla spianatoia infarinata con un mattarello, in sfoglie molto sottili e possibilmente di forma tonda; nel frattempo fate scaldare una padella antiaderente e larga sul fuoco e fate cuocere le piadine per circa 2 minuti per lato girandole una sola volta.
Potete prepararle con anticipo e mantenerle coperte fino al momento di riscaldarle per farcirle.
A differenza delle piadine tradizionali non contengono strutto e restano meno sfogliate, ma guadagnano in gusto rustico e sapore più marcato.
Potete farcirle come meglio credete e soprattutto seguendo il vostro gusto. La mia versione è stata molto leggera, solo dell’hemmenthaler e arrosto di tacchino, con insalatina di spinaci novelli.
Hugs,kisses&cookies
Mamme ci siamo, sono tornata con la ricetta per lo svezzamento!
che poi diciamo la verità, io mamma non sono eppure queste cosine che preparo pensando ai bimbetti sgambettanti in attesa della pappa sui loro seggioloni colorati, me le mangio tutte!
Ciò che voglio dire è che le idee che mi vengono in mente e quello che imparo chiedendo informazioni riguardo l’alimentazione per lo svezzamento, sono tutti piatti che possono essere comunque preparati per tutta la famiglia con la sola accortezza della scelta degli ingredienti più semplici e possibilmente biologici per i pargoli.
Anche il riso con crema di broccoletti che presento oggi su mommypride può tranquillamente essere preparato per mamma&papà!
Per renderlo meno delicato e adatto anche al palato dei grandi suggerisco di frullare la parte per i piccoli e condirci la loro porzione di riso e poi aggiungere al resto dei cavoletti un’acciuga sott’olio, una grattata di pepe bianco e a piacere una punta di peperoncino e usare la purea ottenura come condimento per un riso pilaw.
che ne dite!!???
hugs,kissescookies
Per preparare lo spritz ho chiesto consigli perchè so che è un aperitivo molto vissuto nel Veneto e per non inciampare in qualche lamentela ho deciso di informarmi un pò prima di provarlo.
Alessia mi è venuta in soccorso raccontandomi i suoi ricordi legati allo spritz…vi riporto quello che mi ha scritto
“Da veneta della bassa per me è un’occasione sociale.
Non si dice vedimoci per un aperitivo ma vediamoci per uno spritz.
Quel che so è che ci sono varianti a livello provinciale: i veneziani ci mettono l’oliva ma guai a presentarlo così a un padovano
la mia esperienza è quella per lo più universitaria, di padova, quando lo spritz diventa il rito sociale nelle piazze (dei signori, delle erbe e della frutta) che costituiscono il fulcro del centro storico. Sì, lo spritz che ti servono per la maggior parte delle volte non è buonissimo ma non te ne frega nulla…nel senso che l’importante è star lì con gli amici e i compagni di studio (e spesso trovi anche qualche dottorando o docente che, smessi i panni formali, chiacchiera come tutti). Tieni presente che non so quale sia la ricetta più accreditata ma nei tempi in cui ero a Padova (e ormai si parla di quasi 10 anni fa, sigh) la variazione con cui chiedevi lo spritz era anche una connotazione sociale: se all’aperol di sinistra, se al campari di destra, se con cynar sei un vecchio.”
Io ho seguito la sua “ricetta”
Ingredienti (x 1 tumbler basso)
1/3 di aperol
1/3 di prosecco
1/3 soda o acqua gasata
ghiaccio
1 fetta di arancia per guarnire
-Unite nel tumbler l’aperol,il prosecco e la soda; aggiungete il ghiaccio e infine guarnite il bicchiere con la fetta di arancia.
Grazie Alessia per avermi dato le indicazioni!
Hugs,kisses&cookies
Oggi è una giornata speciale speciale perchè ho l’onore di ospitare qui nella mia cucina virtuale una persona splendida che sto imparando a conoscere un giorno dopo l’altro grazie al magico mondo di internet che ci ha permesso di incontrarci per la prima volta: Carolina di “Semplicemente peperosa”.
Dopo aver passato una bellissima giornata insieme in giro per Londra, quando sono tornata a casa ci siamo scambiate qualche mail ed entrambe siamo arrivate alla conclusione che è stato pochissimo il tempo condiviso e così le ho chiesto se avesse avuto voglia di concedermi ancora un pò del suo tempo per regalare a me e a voi che passate per shake&bake per raccontarsi nel modo che più sentiva suo; vi lascio alle sue parole e alle sue immagini bellissime.
“Ho sempre pensato fosse possibile raccontarsi attraverso le immagini, ed è quello che ho cercato di fare per questo guest-post. Quando Gaietta mi ha chiesto timidamente se la cosa mi interessasse ho saltellato allegramente per un’oretta, felice di poter sperimentare un’esperienza di questo tipo con una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere “dal vivo” e con la quale mi sono trovata bene all’istante. Ci siamo incontrate per la prima volta poco più di una settimana fa a Londra, ma quella giornata trascorsa insieme mi è sembrata più che altro ad un ritrovo di amiche di vecchia data. Un fiume di chiacchiere, di idee, di racconti,… Pareva ci fossimo sempre frequentate! Quindi, grazie Gaia per ospitarmi tra le pagine virtuali di Shake&Bake.
Ma veniamo alla sottoscritta. Volete che vi racconti qualcosa sul mio blog e su di me? Ok, vi accontento più che volentieri…
Mi chiamo Carolina, ho 28 anni e gestisco un blog fresco e pazzerello che si chiama “semplicemente pepe rosa“. Perché quel nome? Beh, perché mi rappresenta! Ovviamente ero alla ricerca di un nome che avesse a che fare con la cucina, ma che racchiudesse anche qualcosa in più, qualcosa di personale. Ed è così che sono arrivata al colore rosa: il mio preferito in tutte le sue sfumature, dal rosa confetto a quello lampone.
E il pepe? Quello indica il mio carattere “peperino” che emerge solo quando mi si conosce a fondo.
Pepe+rosa… Fermi tutti! Ma quello è un ingrediente! Ok, ho trovato il nome. Però davanti aggiungerei un “semplicemente”, perché la semplicità è tutto.
È nato nell’aprile del 2009 e contiene una buffa collezione di racconti, fotografie e ricette di famiglia (e non) raccolte prima di dimenticarle e non trovarle più… Mi piace pensare che sia il mio modo per condividere il cibo con tutti voi, che è una delle cose che mi rendono più felice in assoluto…
Sono nata e cresciuta a Firenze, in una bella casa inondata costantemente dai profumi della cucina di mia madre. Ufficialmente mi sono laureata in Scienze Politiche e sono una giornalista. Ufficiosamente, invece, mi trovate costantemente in cucina con mani e pensieri “in pasta” tra spezie, farine, bilance e il mestolo, che è la mia bacchetta magica!
Adoro fare lunghe passeggiate nella natura, collezionare momiji dolls (riescono sempre a mettermi di buon umore!), mangiare pane e cioccolato, viaggiare e scoprire, collezionare libri di cucina (quelli non sono mai abbastanza!), bere un buon tè nero aromatizzato agli agrumi o una cioccolata calda densissima, i bento, la Nutella, il gelato, le All Star, le ballerine e gli UGG, i colori, la luce del mattino e quella del tramonto…
Vi auguro una buona giornata e, se vi ho incuriositi almeno un po’, vi aspetto su semplicemente pepe rosa!
”
Grazie di nuovo a Carolina per aver accettato la mia proposta di unire per un giorno i nostri blogs e avermi contagiata con la momijimania!
Hugs,kisses&cookies
Leggevo su facebook e twitter del #pancakeday e non avevo collegato bene che fosse previsto per oggi 8 marzo, poi Flo mi ha mandato l’invito a partecipare direttamente a questa iniziativa:
” Il mio invito, e quindi il senso di questo post, è :
GIORNO 8 MARZO SIETE TUTTE, VOI DONNE, E SI ANCHE UOMINI, DEL MONDO DEL FOOD-BLOG INVITATE A POSTARE LA RICETTA DEI VOSTRI PANCAKE PREFERITI.” (dal post di Flo!)
Anche Veru de “La Cuochina Sopraffina” si è mossa non poco per far girare la voce e stamattina ci sono pancake sparsi per tutto il web…mica male no!? (guardate i suoi come sono golosi) e quelli di Cey????
Io che sono una cioccolatomane di prima categoria li ho fatti ovviamente scuri e amari come solo io posso amarli! e poi visto che mi sono appena arrivati degli splendidi stampini della Wilton by Decora li ho usati per ritagliare i miei pancakes e dare loro un aspetto più goloso e divertente!quelli a forma di fiorellino mi piacciono da impazzire!!!
Ingredienti (per 4 pancakes)
1 uovo medio
50 g farina 00
1 cucchiaio di cacao amaro
1 e 1/2 cucchiaio di zucchero semolato
1 pizzico di sale fino
3 g lievito per dolci
latte q.b.
30 g burro fuso (più extra per la padella)
-In una ciotola setacciate la farina con il cacao, lo zucchero, il sale e il lievito; mescolate bene;
-Fate fondere il burro e lasciatelo intiepidire leggermente
-In un’altra ciotola sbattete l’uovo con 3/4 cucchiai di latte aiutandovi con una frusta; versate il burro nella ciotola con le polveri, amalgamate e aggiungete l’uovo sbattuto; amalgamate bene fino a ottenere un composto cremoso ma non liquido; se fosse troppo denso correggete con un altro cucchiaio di latte.
-Fate riposare l’impasto per mezz’ora coperto con pellicola.
-Scaldate una padella antiaderente e ungetela con pochissimo burro; prelevate un mestolino di impasto e versatelo in padella facendolo scendere a filo e formando una frittatina tonda; lasciate cuocere per 2 minuti, girate con una spatola e fate cuocere per altri 2 minuti scarsi.
-Ungete sempre la padella tra un pancake e l’altro.
-Cospargete con sciroppo d’acero, panna semimontata, composta di frutti di bosco, nutella…insomma quello che più vi piace!
Hugs,kisses&cookies
Ma che blogger seria sono se non vi ho ancora raccontato della 4-giorni londinese appena trascorsa!? Ecco non tanto seria dato che lasciato passare quasi 10 giorni.
Troppi. Decisamente troppi.
Siamo partiti con l’intenzione voluta di non andare in giro per la città correndo come due pazzi a visitare musei&co; questa volta proprio no. Il nostro scopo era staccare la spina per 4 giorni, staccare il cervello e trascorrere quanto più tempo possibile con i nostri amici.
Io trepidavo dal momento esatto in cui il click sul sito di easyjet mi ha dato la conferma che il volo fosse stato prenotato e quindi la mia eccitazione al momento della partenza era altissima; tornare a Londra dopo così tanti anni mi è stato fondamentale per ristabilire un buon rapporto con me stessa e recuperare anche la giusta dose di autostima che a volte latita.
Voglio raccontarvi di quello che ho visto e di quello che mi è rimasto impresso di giorno in giorno.
-Le/gli inglesi non si sanno vestire.
Parliamone vi prego perché io sono stata traumatizzata dalla mancanza di grazia e buon gusto che ho visto spalmato in giro per la città.
Se a Milano vige la moda “fighetta” ovvero sbandierare quanti più capi firmati tutti insieme in una sola volta a Londra invece vige la regola “raccatto_vestiti_sparsi_sul_pavimento_e_li_abbino-ad-cazzum” detto in parole povere: colori molesti assemblati al buio dopo una sbronza colossale.
-Le/gli inglesi hanno un grado di sopportazione del freddo che invidio.
Parliamo anche di questo. Venerdì è stata una bellissima giornata mite, senza freddo pungente né pioggerrellina fastidiosa ma non vuol dire che si potesse stare in giro in mezze maniche; no ok ma c’era un ragazzo in costume da bagno, si era un costume da bagno di quelli al ginocchio con fantasia surfista; c’erano ragazze che giravano senza calze e altre che erano in canottiera. Perfetto.
Trovare poi in pieno diluvio ragazze che tranquillamente camminavano con pantaloni rimboccati alla caviglia e infradito mi ha fatto supporre che fossi io quella strana o weird che dir si voglia.
-Le/gli inglesi non hanno orari.
Intendo che non hanno degli orari umani per cibarsi e nutrirsi; sono arrivata alla conclusione che non sappiano nemmeno quello che portano alla bocca, semplicemente la riempiono con sandwiches,tramezzini,barrette,muffins,litri di caffè e bibite gasate. A qualsiasi ora del giorno e della notte girovagando per le strade londinesi si possono ammirare famiglie,coppie o persone in solitaria che siedono ai millemilioni di locali trangugiando qualsiasi cosa che abbia un vago aspetto commestibile.
Alle 4 del pomeriggio vedere gente che si scofana nei “all you can eat” di chinatown cosa mi rappresenta!?una merenda?un pranzo tardo o una cena anticipata!? O nulla di tutto questo, ma solo fame chimica!? Non so, ditemi voi.
Però ammetto che ho un debole per Pret a Manger e il banco con i vari tramezzini.
-Amo i supermercati inglesi.
Waitrose; Saisnbury’s; Mark’s&Spencer; Asda… Ho il feticcio di fare una capatina almeno una volta in uno degli store che trovo sulla mia strada e so sempre che non ne esco a mani vuote, tendenzialmente il mio si chiama saccheggio perché riesco a trovare molti prodotti che qui da noi non vendono nemmeno nei negozi specializzati e che invece lì si trovano anche nei piccolissimi supermarket di zona.
Non sto a tediarvi troppo con altre chiacchiere, vi lascio qualche indirizzo:
Pranzi Veloci e Spuntini
Leon: mi ci ha portato Carolina e per me che amo i sapori mediorentali è stato come pranzare a casa quando preparo hoummus &pitta.
Spazio medio piccolo,c’è sempre molta gente, si prende tranquillamente l’asporto che forse è anche consigliato. Ottimi i succhi freschi naturali.
Pret a Manger: catena sparsa in tutta londra con locali più o meno grandi; è un sandwich bar dove si possono acquistare (o da consumare in loco o come asporto) sandwiches, insalate,piatti caldi,muffins&caffè. Tra tutti quelli che mi è capitato di vedere in giro e tra quelli che negli anni ho provato a me pare il migliore anche come scelta e qualità/prezzo.
Hummingbird’s Bakery: tappa obbligatoria per forza. Come si fa ormai ad andare a londra senza passare ad assaggiare un cupcake o una fetta di torta!? Voto positivo se non fosse che il locale è davvero piccolo, lungo ma stretto quindi se c’è gente si sgomita.
Primrose Bakery: altra tappa per le amanti dei dolci,cupcakes,torte,cookies
Ben’s cookies: catena con micronegozi in cui vendono solo cookies, giant cookies…da urlo.
Approfittando della casa dei nostri amici due cene le abbiamo consumate tranquillamente in panciolle, prendendo un ottimo asporto indiano e uno messicano, quindi non posso essere utile per consigliare qualche ristorante assolutamente da provare; vi posso dire però che la terza sera siamo andati in un ristorante Thay in zona Clapham Junction e abbiamo cenato davvero bene, il nome è TumNaThay potete guardare il sito se vi dovesse tornare utile.
Foodies In London:
ovviamente il Japan Centre per le amanti del cibo orientale: qui in pieno Picadilly si trova davvero tutto quello che serve per preparare qualsiasi tipo di piatto cino/giapponese. Io ho preso il matcha usato per i cupcakes e un paio di tipi di noodles.
WholeFood: catena di alimentari biologici chiccosa, livello più alto rispetto al nostro naturasì. Ho comprato qui i noodles di riso nero e quelli di riso integrale e wakame; i prezzi sono decisamente alti.
Recipease: volete non andare in uno dei due negozi di Jamie Oliver!? Io ho avuto il culo estremo di scendere dal bus per tornare a casa dei ns amici e trovarmici di fronte. (Vedere delle inglesine cercare di tirare la sfoglia con la nostra Imperia è stato uno spettacolo che meritava seggiola e pop corn.)
Marks&Spencer reparto home così come Debenham’s e John Lewis…tutti grandi magazzini che hanno piccole perle da non perderne nei reparti dedicati all’home decor e kitchen wear.
Carolina ha una bella mappa di ciò che non si deve perdere a Londra e io sono dell’idea che non sia necessario andare con una vera e propria lista perché a differenza di Milano che ha solo pochi punti fissi in cui si possono trovare determinati prodotti Londra permette di trovare qualsiasi cosa pressochè ovunque. Credo che la cosa bella sia semplicemente andare in giro e fermarsi ogni volta che si vede qualcosa di interessante; io ho trovato dei pirottini bellissimi in un negozio di caramelle dove mai avrei pensato nemmeno di entrare…tanto per dire!
Siete arrivati davvero fin qui! Complimenti…avete vinto un mega abbraccio!
E’ già domenica!?! uh mammasaura come vola il tempo!
In tutto questo tran tran non mi accorgo nemmeno dei giorni che passano, anzi davvero soffiano via veloci e leggeri!
Come ogni domenica shake&bake chiude la veste ufficiale ma gioca con le pappe dei più piccoli su mommypride con qualche ricettina veloce e golosa anche per i primissimi pasti che siano pranzi o cene o anche degli spuntini!
Questa settimana ho deciso di provare a stuzzicare l’appetito dei vostri pargoli con un piatto di pasta che vuole somigliare tanto tanto a quello dei grandi: la pasta al ragù…si ma non una pasta qualunque…le stelline!!! (io che amo e adoro le stelline sempre semprissimo me le sono anche fatte tatuare…ben 16! ecco ma non quelle della pasta…ah la gaietta ha iniziato a divagare!!!!fermatemiiiiii)
Vaaaaa bene, io vado dalla mia aliciotta a voi lascio la ricetta!
come sempre aspetto un vostro riscontro!
Hugs,kisses&cookies
Ma si nota che mi diverto a prendere parte alle lezioni della scuola di cucina Quaderni&Fornelli? no perchè io ci sono tornata di nuovo, per la terza nel giro di un mesetto e per la seconda volta in compagnia di Alice, la mia aliciotta!
La lezione di quella sera era dedicata alla “Cucina etnica del mediterraneo” e io ho voluto parteciparvi per tornare bambina, per far riemergere i profumi che hanno accompagnato i miei anni egiziani e avevo proprio voglia di riassaggiare quelli che per un bel pò di tempo sono stati i miei cibi abituali al posto della “pasta con il pomodoro”.
(in ordine: i ceci per il curry di ceci; le polpettine della kofta;
il mix di fave&ceci per i felafel e i felafel pronti!)
E poi ero anche curiosa di sapere come sarebbero stati presentate le stesse cose che io ho mangiato con il triplo della piccantezza anche se ero bambina.
Il menù previsto in serata era:
Felafel con salsa di cruditè e salsa tarator
Curry di ceci
Cous Cous alle 7 verdure
Kefta ( Kofta) qui potete trovare la mia versione di qualche mese fa.
Baklava
Annalisa che spadella e Federica che spiega chi è l’intrusa???
La serata è stata come le precedenti molto divertente e coinvolgente, devo soffermarmi di nuovo sull’allegria scoppiettante delle due maestre Annalisa&Federica? ormai vi ho fatto proprio una capa tanta!
Lascio che siano le immagini che ho scattato a parlare e spero che riescano a trasmettere la stessa passione che ci mettono loro nell’insegnare e il gusto che ne deriva!
Io ho un debole per la kofta, sono cresciuta con queste mini polpettine, in realtà prima di passarle nel sugo di pomodoro in egitto le hanno sempre fritte e poi le servono con dello yogurt o panna acida in modo da stemperare il piccante dell’intingolo!
Kofta in cottura e felafel pronti da mangiare
Che dire poi del curry di ceci? io l’ho anche appena preparato e postato giusto qualche giorno fa…ottimo e piccantino al punto giusto…e la baklava?
Parliamo di questo dolce: è a base di pasta fillo (pare che sia tornata anche nei banchi freezer di alcuni supermercati, quindi abbastanza semplice da trovare), ripiena di frutta secca e zucchero e poi irrorata con uno sciroppo a base di miele e acqua di fiori di arancio.
Io l’ho sempre mangiata con anche dei pistacchi sbriciolati disposti in superficie e vi consiglio di cercare l’acqua di fiori d’arancio nei negozi bio o in quelli di alimentari mediorentali perchè è molto probabile che abbiano quella tunisina, a mio avviso la migliore. (quella che si trova al super lasciatela al super…fidatevi!). E’ un dolce che cambia leggermente come ripieno a seconda della regione in cui lo mangiate e soprattutto se in Grecia o in mediorente anche se è comune in tutta l’area del mediterraneo.
Vi lascio la ricetta della Baklava
Ingredienti (per uno stampo rettangolare da 20×30)
500 g pasta fillo
350 g mandorle
200 g zucchero
1 cucchiaino cannella in polvere
burro fuso qb
per lo sciroppo
200 ml miele
2 cucchiai acqua fiori d’arancio
2 cucchiai acqua
-Ritagliare i fogli di fillo della dimensione della teglia
-disporre 1 foglio di fillo nella teglia (coperta con carta forno) e imburrala con il burro fuso, disporre un altro foglio e imburrare anche questo; ripetere fino a ottenere uno strato di 5 fogli imburrati tra uno e l’altro.
-Preparare il ripieno tritando le mandorle nel mixer con lo zucchero e la cannella; distribuire sullo strato di 5 fogli di fillo e coprire con altri 5 fogli sempre imburrandoli tra uno e l’altro.
-Con un coltello a lama liscia incidere trasversalmente (a formare delle losanghe) lo strato superiore della fillo (fino ad arrivare al ripieno, non fino in fondo).
-Spruzzare con poca acqua in modo che la fillo non secchi in cottura e infornare in forno caldo a 170° per circa 1h o fino a che sia ben dorata in superficie.
-Preparare lo sciroppo unendo in una casseruolina tutti gli ingredienti e facendo cuocere a fuoco dolcissimo per qualche minuto; togliere dal fuoco e far raffreddare.
-Prima di servire irrorare il dolce con lo sciroppo e lasciar riposare per 10 minuti.
Provatela anche se è davvero molto dolce (per occidentalizzare potete anche smorzare il dolce con pochissima panna acida) ma merita una volta nella vita!
Hugs,kisses&cookies